Reggio Emilia: avvocati e assistenti sociali si confrontano per ridurre la conflittualità nelle separazioni



Tribunale-ReDi fronte alla sempre maggiore conflittualità che purtroppo caratterizza le separazioni tra coniugi, Tribunale, Provincia, Comuni, Azienda Usl e Ordine degli avvocati di Reggio Emilia, con il contributo della Regione Emilia-Romagna, hanno promosso “Separazioni giudiziali: quale sistema per promuovere e sostenere nuovi equilibri nelle relazioni familiari”, un seminario di auto-formazione per operatori dell’area giuridica e dei Servizi sociali e sanitari, aperto dunque a magistrati, avvocati, mediatori familiari, assistenti sociali, psicologi ed educatori. L’iniziativa, che prevede tre incontri tra il 7 novembre e il 5 dicembre (dalle 14.30 alle 18) al cinema Metropolis di Bibbiano, è stata presentata questo pomeriggio nella Biblioteca del Palazzo di giustizia dal presidente del Tribunale di Reggio Emilia Francesco Maria Arcangelo Caruso insieme alla presidente della I Sezione civile Rosaria Savastano e al giudice Luisa Poppi, dall’assessore alla Sicurezza sociale della Provincia di Reggio Emilia Marco Fantini e dal consigliere dell’Ordine degli Avvocati Nicola Manenti.

La normativa in materia di separazione e divorzio si basa sulla premessa che gli ex coniugi siano in grado di raggiungere un adeguato livello di consapevolezza dei propri ruoli e di avviare una positiva riorganizzazione del sistema familiare, anche dopo la separazione. Così come è un progetto il matrimonio, è un progetto anche la separazione. Purtroppo, però, non sempre è così e le separazioni tendono a essere spesso connotate da una elevata conflittualità, che a volte spinge gli ex coniugi ad intraprendere tortuose, dolorose ed infinite contese giudiziarie per l’affidamento dei figli, utilizzando il sistema giudiziario in modo perverso, come un campo di battaglia dove esprimere il proprio dolore, la propria rabbia per la perdita della felicità coniugale/genitoriale, impedendo così il “fisiologico” superamento della sofferenza; la tensione delle persone si sposta dalla ricerca del migliore riassetto emotivo e materiale possibile, che dovrebbe essere l’obiettivo prioritario di entrambi i genitori, al “vincere” sull’altro comunque, a qualsiasi prezzo. “E’ dunque indispensabile che ciascuna figura professionale impegnata nel conflitto familiare aiuti le parti in causa ad individuare un nuovo equilibrio, nel rispetto dei bisogni dei figli, delle qualità genitoriali, del proprio mandato professionale – ha sottolineato il presidente Francesco Maria Arcangelo Caruso – Cercare di ridurre la conflittualità è diventato un imperativo soprattutto per gli operatori giuridici e dei servizi sociali”. Lo è, a maggior ragione, di fronte a numeri che confermano come nemmeno la crisi economica abbia prodotto, almeno qui a Reggio Emilia, un calo delle separazioni (il divorzio, come recita una battuta, è notoriamente ‘roba da ricchi’): “Se al Centro-Sud le separazioni diminuiscono, al nostro Tribunale rimaniamo su oltre 2.500 casi all’anno che, oltretutto, proprio a causa della crisi economica e di valori tendono a divenire sempre più conflittuali – ha detto il giudice Rosaria Savastano – Questo seminario servirà a creare una sorta di protocollo che aiuti tutti i professionisti coinvolti nelle separazioni a comprendersi meglio, a capire le rispettive esigenze e individuare modalità di lavoro che ci permettano di agire in maniera più efficace a tutela dei minori”. “Perché se è vero che giudici, avvocati e assistenti sociali perseguono lo stesso fine, è altrettanto vero che spesso utilizzano linguaggi diversi e che ci sono tante incomprensioni da eliminare”, ha aggiunto Luisa Poppi, giudice addetto alle controversie in materia di famiglia, sottolineando “la risorsa preziosissima rappresentata dalla rete dei servizi sociali presente nel Reggiano e in Emilia”.

“Nella nostra provincia molto si è fatto per garantire una rete di sostegno ai genitori e soprattutto ai minori, nel campo dell’affido, dell’adozione e della tutela: in questo caso il nostro impegno è teso a far sì che ogni professionalità coinvolta nelle separazione si impegni a promuovere una cultura della responsabilità genitoriale, a prescindere dalla fine del legame di coppia, che tuteli l’accesso dei figli ad entrambi i genitori e soprattutto eviti che il minore divenga oggetto di contesa, diretta o indiretta, tra i genitori”, ha detto l’assessore provinciale Marco Fantini.

Questi, dunque, gli obiettivi del seminario di auto-formazione che si aprirà giovedì a Bibbiano per offrire ai chi proviene da ambiti professionali diversi (e a volte contrapposti) uno spazio di riflessione, approfondimento e confronto sui diversi mandati, approcci culturali e strumenti di gestione delle situazioni familiari conflittuali. “Incontri che non avverranno attraverso la classica “lezione dalla cattedra”, ma con tavole rotonde in grado di favorire lo scambio di idee tra figure, come avvocati e assistenti sociali, che hanno un rapporto a volte conflittuale”, ha precisato l’avvocato Nicola Manenti sottolineando come “gli 80 posti riservati agli avvocati siano stati ‘bruciati’ in pochissimi giorni”.

Ad aprire i lavori, giovedì 7 novembre (ore 14.30) al cinema Metropolis in via Gramsci 4, sarà il Garante per l’infanzia della Regione Emilia-Romagna, Luigi Fadiga, che parlerà del “supremo interesse del minore”: seguirà una tavola rotonda sul tema “Quali risorse per chi si separa a Reggio Emilia. Confronto tra le diverse professionalità coinvolte: mandati, responsabilità, strumenti e limiti”, coordinata dall’esperto giuridico in diritto minorile Alessandro Scarduelli. Oltre al giudice Rosaria Savastano, parteciperanno l’avvocato Marta Rovacchi, la dirigente del Servizio sociale del Comune di Reggio Emilia, Germana Corradini, la responsabile del Centro per le Famiglie Val d’Enza Catia Grisendi, e il direttore del Programma Psicologia clinica e di Comunità dell’Ausl di Reggio Emilia, Francesco Micella. Nei successivi incontri di giovedì 21 novembre e di giovedì 5 dicembre, gli operatori si confronteranno invece sui temi “Atto primo: i genitori arrivano in tribunale” e “La sentenza, ultimo atto? … se la lite continua?”.