Reggio Emilia: “Con dati veri e raffronti seri, anche la Provincia è virtuosa”



termosifoneIn un articolo apparso ieri su un quotidiano nazionale sono riportati dati non corretti relativi alla spesa per il riscaldamento delle scuole sostenuta dalla Provincia di Reggio Emilia, confrontandoli con quelli di alcuni Comuni definiti virtuosi. Pur condividendo la necessità di una riforma dell’organizzazione dello Stato, organica e dunque non limitata alle sole Province, e al fine di fornire ai cittadini dati reali sull’effettiva efficienza degli enti dai quali vengono amministrati, ritengo dunque indispensabili alcune precisazioni.

In primo luogo, se il termine di raffronto è la spesa per il riscaldamento delle scuole, è del tutto evidente come il parametro utilizzato – ovvero il costo del riscaldamento al metro quadro – sia approssimativo, non tenendo in alcun conto le caratteristiche tecnologiche, architettoniche e di vetustà degli edifici scolastici. Notoriamente, i Comuni si occupano di scuole dell’infanzia, elementari e medie inferiori, mentre le Province si occupano degli istituti secondari di secondo grado, che hanno ad esempio molte più palestre e laboratori, ovvero locali con cubature maggiori ed utilizzati per un maggior numero di ore, che necessitano, in generale, di un maggiore riscaldamento.

Per una seria analisi comparativa, ci si può basare sul costo al metro cubo per la gestione calore, così come correttamente fatto dall’Upi in una recente indagine (http://www.upinet.it/docs/contenuti/2013/10/DossierUpi_+Costi-Democrazia.pdf). Da tale dossier risulta che “in media nazionale i singoli Comuni spendono per il riscaldamento delle scuole da un minimo del 30% in più ad un massimo del 100% in più delle Province” dal momento che le Province, effettuando gare per la fornitura e gestione del servizio in numerose scuole, spuntano prezzi nettamente inferiori rispetto a quelli dei singoli Comuni, con appalti anche su singoli edifici. Anche l’Upi cita alcuni esempi, precisando come – ad esempio – la Provincia di Reggio Emilia paghi 2,6 euro al metro cubo contro i 3,7 euro pagati da un Comune reggiano (si precisa che il nostro dato comprende la spesa combustibile, la manutenzione ordinaria e straordinaria su tutti i componenti degli impianti termici, il servizio di telecontrollo sugli stessi, monitoraggio e assistenza 24 ore su 24, portale internet di gestione delle richieste da parte delle scuole).

Tornando agli esempi citati dalla stampa nazionale, va inoltre precisato come i 14,93 euro di spesa al metro quadro riferiti alla Provincia di Reggio Emilia per il riscaldamento delle scuole non coincidano in alcun modo con i dati in nostro possesso, che si attestano su valori lordi (Iva e oneri di gestione e manutenzione inclusi) inferiori almeno del 30%. Se anche – non correttamente – si volessero confrontare gli enti sulla base dei costi per riscaldamento a metro quadro, risulterebbe che la Provincia di Reggio Emilia spende annualmente (Iva, gestione, manutenzione ordinaria e straordinaria incluse) 10,24 euro (non 14,93) al metro quadro, un dato quindi paragonabile ai 9,94 euro del Comune reggiano definito più virtuoso, ovvero Novellara. A parte il fatto che sarebbe stato più corretto raffrontare i costi della Provincia con la media di tutti i 45 comuni reggiani (e non solo con il più virtuoso), dall’analisi non dovrebbe nemmeno sfuggire come il costo per il riscaldamento di un asilo a Novellara (comune di zona climatica E con 2436 gradi-giorno) non possa essere seriamente paragonato con quello di un istituto superiore di Castelnovo Monti (3182 gradi-giorno, uno dei soli 1.071 comuni italiani di zona climatica F, ovvero autorizzati ad utilizzare gli impianti di riscaldamento tutto l’anno e senza alcuna limitazione oraria, a differenza di Novellara).