Sciopero regionale metalmeccanici giovedì 5 dicembre. Da Modena oltre 700 metalmeccanici a Bologna


Cesare-PizzollaSciopero regionale di 8 ore giovedì 5 dicembre di tutto il settore metalmeccanico (industria e aziende artigiane) proclamato dalla Fiom/Cgil per difendere e creare nuovo lavoro, per rivendicare nuovi investimenti, contro la de-industrializzazione del Paese, per non lasciare soli i lavoratori senza lavoro e senza reddito.

Da Modena partiranno diversi pullman per la manifestazione regionale in piazza Del Nettuno a Bologna, dove parteciperanno, insieme alle altre delegazioni da tutte le province, anche oltre 700 metalmeccanici modenesi. Per 12 ore, dalle ore 12 alle ore 24 i metalmeccanici Fiom di tutta la regione occuperanno piazza Del Nettuno dove sono previsti diverse iniziative all’aperto o sotto le tensostrutture allestite per l’occasione: proiezioni di film, tavole rotonde con rappresentanti delle istituzioni (sono stati invitati i Sindaci di tutti i capoluoghi e un invito è stato rivolto anche al sindaco di Modena Pighi), dibattiti, ecc… oltre all’incontro previsto con il Prefetto di Bologna.

In occasione dello sciopero regionale, a Modena si svolgerà un presidio specifico prima della partenza per Bologna. Dalle ore 9.30 alle 11.30, i metalmeccanici modenesi daranno vita ad un presidio di protesta davanti alla sede di Apmi in via Pasolini 15.

Lavoratori e Fiom denunciano l’ennesimo contratto separato con lo scopo di escludere la Fiom, “un vero e proprio contratto-pirata” non esita a definirlo il segretario della Fiom/Cgil di Modena Cesare Pizzolla (immagine). Ovvero il contratto piccole-medie imprese metalmeccaniche firmato lo scorso 1° ottobre tra Confimi e Fim/Cisl e Uilm/Uil, dopo che a luglio l’allora rappresentanza Confimi-Unionmeccanica aveva firmato il rinnovo del contratto con la Fiom/Cgil. Contratto sottoposto al giudizio dei lavoratori (nelle assemblee di settembre hanno votato oltre 7.500 lavoratori) e approvato con il 90% dei consensi.

Il contratto separato del 1° ottobre, invece, esclude la Fiom/Cgil, l’organizzazione maggiormente rappresentativa nel settore piccole-medie imprese (con oltre l’80% della rappresentanza sindacale) e ricalca le condizioni di minor favore dei contratti Gruppo Fiat e Federmeccanica (deroghe ai minimi contrattuali, aumento dell’orario in periodo di crisi, impossibilità per le Rsu di contrattare orari di lavoro, penalizzazione per i primi 3 giorni di malattia, ecc…). Il contratto Apmi, inoltre, non è stato presentato, né discusso con i lavoratori, né sottoposto a referendum.

Fiom e lavoratori chiedono perciò l’applicazione anche a Modena del contratto Unionmeccanica e non Confimi, nel quale è confluita tutta la rappresentanza Apmi Modena.