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Inchiesta Policlinico, Piacentini (Apmi Confimi Impresa e Aniem): “Maggiore vigilanza sugli appalti pubblici”

Dino Piacentini_3Sulla presunta tangentopoli del Policlinico modenese interviene Dino Piacentini, nella sua duplice veste di presidente di Apmi Confimi Impresa e di presidente nazionale di Aniem, l’Associazione nazionale delle imprese edili manifatturiere: “Si resta indubbiamente colpiti di fronte alla pervasività che questi fenomeni sembrano avere assunto, ma ciò non esime nessuno dal chiedersi se ha fatto tutto ciò che era ed è in suo potere per arginare il malaffare nella nostra citta”.
“Leggo che da più parti si afferma che si tratta di vicende in qualche misura risapute, e devo dire che anche a noi sono spesso pervenute le lamentele di diversi imprenditori, i quali faticavano a spiegarsi quelle che apparivano come vere e proprie discriminazioni che venivano attuate in diversi contesti”.
“Voglio però evidenziare con forza – prosegue Piacentini – che Apmi Confimi e Aniem hanno sollevato la questione, promosso iniziative, sollecitato l’attenzione dei media e delle autorità in innumerevoli occasioni, e da molto tempo. Tengo a questa sottolineatura esclusivamente per osservare che se sulla stessa linea, e con la stessa determinazione, si fossero mossi anche altri soggetti, della rappresentanza e istituzionali, avremmo probabilmente prodotto un argine più consistente”.
“Diventa sempre meno tollerabile, anche presso i cittadini, la diffusione endemica del malaffare in tutti i territori e in tutti i settori; chi non si impegna fermamente nel contrasto, non è legittimato a criticare certe derive populiste che si alimentano anche dell’inerzia dei corpi intermedi”.
“Nella mia funzione di presidente nazionale delle imprese edili – sottolinea – sono in prima fila nella campagna relativa al tema delle certificazioni: il sistema della qualificazione SOA risulta appesantito, eccessivamente burocratizzato, e noi sappiamo bene che quanto più gli iter sono complessi, tanto più squilibrio si crea fra chi ha e chi non ha le ‘giuste conoscenze’. Su questo argomento in particolare, noi sosteniamo l’opportunità di una qualificazione ad hoc, da esercitare concretamente, in sede di singola gara. In tal modo si avrebbe un alleggerimento burocratico, ma anche un affidamento, probabilmente più calibrato, sulla competenza dell’impresa”.
“Diventa quindi fondamentale – conclude Piacentini – una stretta vigilanza, da parte di tutti, sulla attribuzione delle cariche ai ‘soliti noti’, sulla assoluta impermeabilità che si registra quando la committenza è pubblica o para-pubblica. Nella nostra città ci sono diverse realizzazioni (Sant’Agostino!!) che meritano tale vigilanza. Noi continueremo a esercitarla, ci auguriamo di non essere i soli”.

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