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Stamane a Bologna la Conferenza Regionale delle Autorità di Pubblica Sicurezza

conferenza-18-6-BolognaSi è tenuta questa mattina, presso la Prefettura di Bologna, la Conferenza Regionale delle Autorità di Pubblica Sicurezza, presieduta dal Prefetto Ennio Mario Sodano, che nella sua qualità di Prefetto del Capoluogo di regione coordina le autorità di pubblica sicurezza a livello regionale per la prevenzione e il contrasto ai reati con diffusione ultraprovinciale.

All’incontro, cui hanno partecipato i Comandanti Regionali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, il Direttore del Servizio Analisi Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza Gen. Div. Luigi Curatoli, il Direttore della Sezione di Bologna della Direzione Investigativa Antimafia, il Direttore del Gruppo Interforze Ricostruzione Emilia Romagna (GIRER), tutti i Prefetti, i Questori, Comandanti Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza dell’Emilia Romagna, sono intervenuti anche il Procuratore Generale della Repubblica facente funzioni Marcello Branca, il Procuratore della Repubblica – Procuratore Distrettuale Antimafia Roberto Alfonso e i Procuratori della Repubblica delle province emiliano romagnole.

I lavori, introdotti dal Prefetto Sodano, e proseguiti con le relazioni dei Responsabili della DIA e GIRER e gli interventi dei rappresentanti dell’Autorità Giudiziaria dei Prefetti della regione, hanno consentito di tracciare un quadro aggiornato delle condizioni della sicurezza in ambito regionale, in particolare per quanto riguarda la criminalità organizzata, evidenziando le criticità in atto e le operazioni di contrasto condotte, le quali, grazie all’intenso lavoro e all’importante cooperazione e sinergia tra le Istituzioni, hanno portato a significativi e importanti risultati nella prevenzione e nella lotta al fenomeno delle infiltrazioni criminali di stampo mafioso nel tessuto economico della regione.

L’attenzione è stata in particolare focalizzata sul fenomeno ‘ndranghetista che risulta, senza dubbio, quello maggiormente radicato in tutta la regione e strutturato secondo un consolidato principio di “delocalizzazione”.

Presenza particolarmente attiva è quella collegata alla ‘ndrina “Grande Aracri”, insediata in provincia di Reggio Emilia e con proiezioni nelle province di Bologna, Modena e Parma, colpita da varie operazioni di polizia giudiziaria che hanno condotto all’arresto di personaggi di quell’area criminale affievolendone la capacità operativa.

Il Direttore del Servizio Analisi Criminale Gen. Curatoli ha quindi illustrato il “piano d’azione nazionale e transnazionale contro la criminalità organizzata di tipo mafioso calabrese”, cui è stato dato avvio anche in questa regione.

L’incontro ha anche costituito l’occasione per i Prefetti delle province del “cratere sismico” per fare il punto della situazione in merito ai controlli antimafia condotti sulle imprese impegnate nella ricostruzione post-sisma.

Una analisi specifica è stata dedicata alle tensioni manifestatesi nell’ultimo periodo nel settore della logistica, condotte spesso con modalità aggressive e picchettaggi da parte di sindacati autonomi e aderenti a centri sociali finalizzate a mettere in difficoltà le cooperative appaltatrici del servizio di movimentazione merci; condizioni che rischiano di alimentare in ambito regionale e ultraregionale nuove proteste e tensioni per i fenomeni emulativi che possono indurre nei movimenti antagonisti.

Particolare attenzione è stata indirizzata al fenomeno delle “cooperative spurie” che, per loro natura, possono prestare il fianco a infiltrazione della criminalità organizzata. Pertanto è stato deciso di avviare controlli in tale specifico settore al fine di prevenire tentativi di inserimento del crimine organizzato tenuto conto anche dei contenuti della legge regionale 12 maggio 2014, n.3 che prevede l’istituzione di un elenco di merito delle cooperative con determinati requisiti (regolarità contributiva e insussistenza di misure di prevenzione antimafia).

Dal dibattito conclusivo è emersa la conferma della esigenza della collaborazione sinergica tra tutte le Istituzioni da proseguirsi attraverso le seguenti linee operative:

mantenere e rafforzare il circuito informativo tra le Istituzioni, in particolare con l’Autorità Giudiziaria, e le stesse Istituzioni e enti privati (es. associazioni di categoria) in modo che la circolarità delle informazioni porti a strategie di contrasto e prevenzione sempre più efficaci;

istituire un nuovo circuito informativo con le Camere di Commercio per verificare la composizioni societaria e amministrativa di quelle società oggetto di frequenti movimenti di quote azionarie e modifiche degli assetti compositivi;

implementare i controlli sulle filiere di imprese interessate ai lavori di ricostruzione post sisma e gli accessi ai relativi cantieri e a quelli di opere pubbliche disposti dai Prefetti sulla base dei monitoraggi svolti dai Gruppi Interforze Antimafia coordinati dalle Prefetture.

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