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Venerdì, in Università a Bologna, proclamazione dei Dottori di Ricerca 2014

Venerdì 20 giugno, alle 15 nell’Aula Magna di Santa Lucia, alla presenza del Magnifico Rettore Ivano Dionigi e del Vice Sindaco di Bologna Silvia Giannini, saranno proclamati 400 neo-dottori dell’Alma Mater Studiorum. Previsti gli interventi dei dottori di ricerca: Martina Della Casa (Letterature dell’Europa unita – Les Litteratures de l’Europe Unie – European Literatures); Maurizio Coscia (Scienze chirurgiche) e del professore Emerito Giorgio Basevi “La Ricerca e le fasi della vita”. Interverrà anche del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini, quindi la proclamazione dei Dottori di Ricerca dell’Università di Bologna.

“Se è vero che nella ricerca e nell’innovazione risiede il futuro del Paese; se è vero che alle nuove generazioni si richiede uno sforzo sempre più intenso, che deve essere premiato sulla base dell’impegno e del merito; se è vero che in Italia più che mai urge rinnovare i processi formativi e renderli il più possibile aperti alle esigenze e alle richieste della società; se tutto ciò è vero, il Dottorato di Ricerca – il grado più alto della formazione scientifica – esige oggi un adeguato riconoscimento e la piena valorizzazione” – recita l’invito -.

“I Dottori di Ricerca dell’Alma Mater Studiorum sono giovani studiosi e ricercatori impegnati nelle più diverse discipline e aree del sapere, scelti sulla base di una severa selezione e formati attraverso un’intensa attività pluriennale altamente specialistica. Essi sono il futuro della ricerca scientifica, la speranza nella crescita e nello sviluppo della società, la garanzia di innovazione in ogni ambito e disciplina.

Ai suoi nuovi Dottori di Ricerca l’Ateneo intende dare pubblico e visibile riconoscimento. A loro la città, la società e le istituzioni devono saper dare risposte, possibilità, prospettive: perché il patrimonio culturale e scientifico rappresentato dalle loro conoscenze, dalle loro idee e dalle loro capacità appartiene non solo alla comunità universitaria, ma alla società tutta”.

 

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