
Oltre che per numero di utenti e numero di volontari coinvolti nel progetto, Portobello in questo anno è cresciuto anche nella gamma dei servizi offerti a chi si rivolge all’Emporio: Portobello infatti non è solamente un supermercato in cui si può fare la spesa pagando non in euro ma con punti caricati –previo passaggio ai servizi sociali- sul codice fiscale, ma anche uno spazio culturale dove le persone possono trovare aiuto per la gestione del bilancio familiare, per la scelta dei fornitori più economici delle utenze domestiche, per la soluzione di problemi legati al lavoro, per ricevere assistenza legale, grazie alle organizzazioni partner che erogano gratuitamente i servizi..
L’emporio poi è generatore di solidarietà: oltre ad essere completamente gestito da personale volontario, sono diversi i beneficiari che scelgono di ricambiare la generosità dei donatori facendo esperienze di volontariato all’interno dell’Emporio stesso o in associazioni del territorio.
La filosofia che sta dietro al progetto Portobello va anche nell’ottica della lotta agli sprechi alimentari: per questo l’Emporio si è messo in rete con 31 organizzazioni del territorio che beneficiano delle eccedenze del market. Scambi regolari sono stati istaurati poi con gli empori di Soliera (Il Pane e le Rose), Sassuolo (Il Melograno) e Parma (Emporio Parma).
Tanto è stato fatto, in questo anno di lavoro, ma tanto ancora rimane da fare: per questo è sempre possibile donare al progetto denaro (tramite donazioni su conto corrente o promuovendo raccolte alimentari ad hoc) o tempo (diventando volontario presso l’Emporio).
Anche le aziende possono sostenere Portobello donando denaro o prodotti per gli scaffali dell’Emporio (Portobello è disponibile ad accogliere eccedenze di produzione, giacenze e stock di prodotti prossimi alla scadenza o con confezioni danneggiate).

