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Nigeriano vittima di sequestro e rapina. La Polfer di Bologna individua gli autori

polfer_3“Rocambolesca” è l’aggettivo che più si addice all’ultima positiva operazione della Polizia Ferroviaria di Bologna, che ha portato alla denuncia di due stranieri per i reati di sequestro di persona, rapina e lesioni aggravate in concorso. La vittima protagonista dei fatti, è un cittadino nigeriano trentunenne residente a Bologna, che lunedì scorso è stato adescato cedendo alle lusinghe di una conoscente connazionale, la quale, simulando interesse nei suoi confronti, lo ha invitato nel proprio appartamento sito al primo piano di una palazzina alla periferia della città. Appena entrati, la donna ha chiuso a chiave la porta alle sue spalle e da una camera sono spuntati due uomini, uno dei quali conosciuto dalla vittima, armati di coltello e cacciavite che lo hanno costretto, dietro minaccia di morte, a consegnargli tutto quello che aveva con se (l’orologio, il telefono cellulare, un bracciale ed il borsello nel quale conteneva danaro, bancomat ed altri effetti personali). Ne è seguita una violenta colluttazione, nel corso della quale la vittima è stata ripetutamente colpita e ferita e dopo innumerevoli tentativi di fuga, rinchiusa nel bagno dell’abitazione, da dove è poi riuscita a fuggire con un “volo” dalla finestra.

Barcollando e con l’aiuto di un amico incontrato per strada, l’uomo ha raggiunto la stazione per sporgere denuncia dell’accaduto presso gli uffici della Polizia Ferroviaria; nel frattempo gli autori dei reati hanno iniziato a muoversi, lasciando tracce e indizi utili agli investigatori. Dapprima uno di loro si è recato in un bancomat per prelevare danaro con la carta sottratta alla vittima, salvo scoprire che il codice pin fornito era errato. In seguito la donna adescatrice è uscita dall’appartamento per recarsi presso una stazione dei Carabinieri a sporgere denuncia di furto in appartamento, per la quale, al termine di tutto, è stata a sua volta denunciata anche per falso ideologico. Tutti gli spostamenti sono stati ripresi dalle telecamere a circuito chiuso installate nella zona dell’appartamento e nelle strade limitrofe, nonché da quelle dell’istituto bancario dove uno dei rei ha cercato di prelevare danaro e tutte le immagini sono state attentamente vagliate dagli Agenti della Polizia Ferroviaria. La perquisizione domiciliare nell’appartamento regolarmente affittato dalla donna, da cui si è risaliti alle generalità precise, ha permesso di recuperare e restituire alla vittima parte della refurtiva.

Le indagini hanno subito la svolta positiva i giorni seguenti quando, grazie alla descrizione fornita dalla vittima, un Agente Polfer ha riconosciuto uno degli aggressori mentre era trattenuto in Questura per un altro reato nel frattempo commesso. Le impronte digitali hanno poi confermato il tutto, permettendo la conclusione del caso con la denuncia di O.I., donna nigeriana trentenne e di O.S., nigeriano ventisettenne clandestino già noto agli inquirenti, che è stato accompagnato presso il CIE di Torino per la successiva espulsione.

 

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