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“Non dimenticare l’alluvione in Bosnia”: appello Cisl ER

“Serve maggiore impegno per non dimenticare e fronteggiare con più decisione le conseguenze della violenta alluvione che lo scorso maggio ha colpito i territori di confine tra Serbia e Bosnia-Herzegovina”. E’ questo l’appello lanciato questa mattina dalla Cisl, dall’Iscos (Istituto sindacale per la cooperazione allo sviluppo) e dai pensionati (Fnp) Cisl dell’Emilia Romagna nel corso dell’incontro “Europa senza confini o confini senza Europa?”, organizzato a Bologna nella sede di via Milazzo alla presenza di Giuseppe Pagani, consigliere regionale e relatore della risoluzione Pd a favore dell’emergenza Balcani.

Appello rivolto a tutta la società civile, ma in particolare a quelle istituzioni, a quei comuni e a quelle associazioni di volontariato dell’Emilia Romagna che da decenni hanno rapporti di partenariato e di gemellaggio istituzionale con numerose città bosniache colpite dall’alluvione.

“E’ importante non girare la testa dall’altra parte su ciò che è accaduto a pochi chilometri da noi”, sottolinea Andrea Cortesi, direttore dell’Iscos Emilia Romagna. “Oggi – continua Cortesi – sono almeno 950mila i cittadini bosniaci che sono stati obbligati a lasciare le proprie case e, oltre ai 50 morti accertati, ci sono ancora troppi dispersi. Interi centri continuano a non avere elettricità e acqua potabile e l’accesso agli ospedali rimane difficoltoso a causa delle strade franate, senza contare il disastro subito dagli insediamenti produttivi e la cancellazione della segnalazione delle mine in numerose aree”.

In altri termini, l’intento dell’iniziativa di via Milazzo è quello di impedire che un’immane tragedia alle porte di casa continui a permanere in una zona grigia di disinteresse e, nello stesso tempo, cercare di “creare un fronte comune regionale che agisca concretamente a sostegno delle zone colpite dalla calamità”. “Noi – ha concluso il direttore dell’Iscos ER – attraverso l’associazione bosniaca Lotos, di cui siamo partner da quasi 10 anni, stiamo cercando di fare al meglio la nostra parte, ora ci aspettiamo che anche da parte di altri, associazioni, comuni, istituzioni e anche mezzi d’informazione, ci sia il medesimo impegno”.

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