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Inquilini abusivi in casa, ma in buona fede. E’ successo a Reggio Emilia

poliziaHa scoperto una famiglia tunisina in affitto a sua insaputa nel suo appartamento, e ha chiamato il 113. Ma tutti, proprietaria e ‘inquilini’, erano in buona fede, truffati da una persona che sarà denunciata. E’ successo a Reggio Emilia.  Alcuni mesi fa la proprietaria, una cittadina italiana, aveva commissionato dei lavori di ristrutturazione ad una ditta, portati a compimento nel maggio scorso, alla fine dei quali la stessa riceveva a mezzo telefono una richiesta d’affitto da un italiano, presentatosi come amico dell’artigiano che aveva fatto i lavori, che la donna però declinava perché non intenzionata ad affittare.

 

A fine maggio al cittadino tunisino veniva proposto l’appartamento in affitto da parte di un cittadino italiano, poi si sarebbe accertato che si trattava dello stesso uomo che aveva chiesto l’abitazione in affitto alla proprietaria, l’extracomunitario accettava e versava al “sedicente proprietario” una cauzione di 3.000,00 euro più la mensilità del mese di giugno pari a 500,00 euro (a riprova ha esibito una scrittura privata sottoscritta dalle parti e la ricevute di pagamento attraverso il sistema poste pay).

 

Al termine dell’intervento della Polizia, in ragione della palese buona fede dello straniero, la proprietaria e l’attuale inquilino  si scambiavano i recapiti telefonici per giungere ad un accordo per l’eventuale stipula di un contratto di locazione regolare, mentre si sta valutando la posizione del finto proprietario, un cinquantenne italiano pregiudicato, per una denuncia per truffa.

 

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