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Cinema, Modena: il mito dell’Urss per “Il Treno va a Mosca”

ferroneravagliamanzolini“Una ‘fetta’ di vita vera che riprende vita grazie al cinema, ben più autentica e toccante di qualsiasi immagine ricostruita”. Così il critico cinematografico Paolo Mereghetti definisce “Il Treno va a Mosca” sul Corriere della Sera. Il docu-film di Federico Ferrone e Michele Manzolini sarà presentato il 21 luglio al Supercinema Estivo. I due registi introdurranno il film alle 21.00 accompagnati dal giornalista Gianluigi Lanza.
Nel 1957 Alfonsine è un paesino della Romagna dalla spiccata propensione al comunismo, pieno di cooperative e animato dal mito dell’Unione Sovietica è permeato da una popolazione a grande maggioranza socialista. Alcuni di questi, tra cui dei cineamatori, riescono a partire per un clamoroso viaggio nella sognata Unione Sovietica, occasione per l’epoca più unica che rara, specie per chi non vive in un centro grande e non ha possibilità economiche di livello, da cui torneranno con 40 rullini di Super8 impressionati. Tra i viaggiatori c’è Sauro Ravaglia, barbiere che decenni dopo mette a disposizione di Ferrone e Manzolini non solo i suoi ricordi ma anche il suo archivio d’immagini dell’epoca.
I film non proiettati per maltempo saranno recuperati in settembre.
Il punto bar è gestito dalla Bottega d’Oltremare – Cooperativa Sociale.
Il Supercinema Estivo è in via Carlo Sigonio, 386 a Modena. Gli orari delle proiezioni sono: a luglio ore 21.30; ad agosto e settembre ore 21.15.
L’ingresso ha un costo di 5,50 euro (ridotto 3,50 euro per anziani, minori di 14 anni, soci Arci, Acli, Aics, Endas). L’abbonamento a 10 spettacoli a scelta ha un costo di 40 euro (ridotto 25 euro).
Per informazioni e aggiornamenti: tel. 059 306354 – www.arcimodena.org

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