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La popolazione di Bologna al 30 giugno 2014 a +1.676. Crescono le nascite, calano i decessi

popolazioneLa popolazione residente nella nostra città al 30 giugno 2014 ammonta a 385.253 abitanti. Queste  sono le persone che risultano regolarmente iscritte nei  registri anagrafici a sei mesi dall’avvenuta conclusione  delle operazioni di revisione, che ha portato alla corrispondenza quantitativa e qualitativa tra registri  dell’anagrafe e risultanze censuarie.
Il complesso lavoro di revisione ha comportato la verifica di circa 25.300 posizioni anagrafiche e un’intensa attività di iscrizioni e cancellazioni d’ufficio, che ha influito in  maniera determinante sul movimento migratorio e sul saldo dello scorso anno.
Il confronto con il dato al 30 giugno 2013 risente quindi dell’attività straordinaria di  revisione e non consente di cogliere con precisione la tendenza di fondo, che negli  ultimi anni ha visto la popolazione bolognese in lieve e costante crescita (nell’ultimo quinquennio quasi 9.300 residenti in più, circa 1.850 in media ogni  anno).

Questa ripresa è frutto di  un saldo migratorio  ampiamente positivo, che  compensa e supera il  valore strutturalmente  negativo del saldo naturale  (nati-morti), in parte  attenuato negli ultimi anni  da un livello delle nascite  relativamente  elevato per  la nostra città.
Nella prima metà del 2014 le nascite si mantengono su  livelli relativamente elevati e in crescita; mentre il saldo  migratorio si conferma positivo.
Bilancio demografico lievemente in attivo nei quartieri Borgo Panigale e San Donato (entrambi +0,4%), Savena (+0,3%), nonché a Porto e Santo Stefano (entrambi  +0,2%). Invariata la popolazione del quartiere Reno,  mentre sono in leggera flessione le circoscrizioni San  Vitale (-0,4%), Navile (-0,2%) e Saragozza (-0,1%).
E’ modesta la diminuzione nel centro storico (-0,8%), dove la popolazione residente è pari a 52.763 unità; le  zone periferiche presentano invece un lievissimo incremento.

In aumento i nati nei primi sei mesi del 2014,  complessivamente 1.584, ben 107 in più rispetto  all’analogo periodo del 2013 (+7,2%). La natalità  rimane quindi sui livelli di fine anni ’70 con valori  relativamente elevati per la nostra città.

Oltre un terzo dei bambini è nato al di fuori del matrimonio (37%),  complessivamente 586, mentre sono 998 i bambini nati da coppie coniugate (63% del totale).
Nei primi sei mesi dell’anno sono appena 92 i bambini residenti nati fuori città, pari al  5,8% del totale delle nascite. Si registra infine un nato morto (erano 4 nello stesso  periodo del 2013).

La mortalità alla fine del primo semestre dell’anno in corso segna una contrazione su base annua pari al  -4%; tra gennaio e giugno 2014 sono infatti decedute  95 persone in meno rispetto all’analogo periodo del  2013. Complessivamente nei primi sei mesi del 2014  vi sono stati 2.252 morti.

Gli andamenti delle nascite e dei decessi determinano un miglioramento del saldo  naturale (la differenza fra i nati e i morti), che pur restando negativo si attesta nel primo semestre del 2014 a -668 unità. 4. Un saldo migratorio positivo più contenuto: oltre 7.800 arrivi e  6.100 partenze.
Il saldo migratorio si conferma positivo ed è pari a +1.719 unità. Nella prima  metà del 2014 sono stati iscritti 7.827 nuovi cittadini nei registri dei residenti nella  nostra città; per contro 6.108 persone sono state cancellate dall’anagrafe.
I movimenti migratori non sono del tutto confrontabili con quelli dello stesso periodo  dello scorso anno, quando era in pieno svolgimento l’attività straordinaria di revisione  dell’anagrafe che si è conclusa a dicembre 2013, motivo per cui i flussi risultano nel  2014 un po’ più contenuti. Tuttavia l’ingresso di nuovi residenti si mantiene su livelli  relativamente elevati: infatti, sono stati mediamente 1.305 al mese i nuovi cittadini  bolognesi iscritti in anagrafe. I flussi in uscita hanno registrato in media ogni mese  1.018 cancellazioni di persone non più residenti in città.
Anche nella prima metà del 2014 si è registrato un intenso flusso dall’estero che  costituisce un quarto dell’immigrazione in città (25,4%); il saldo extra-nazionale è  infatti ampiamente positivo ed è pari a +1.297 persone. Nei primi sei mesi dell’anno  si sono trasferiti a Bologna 2.733 stranieri (dall’estero o da altri comuni italiani), pari  al 4,8% del totale dei residenti di cittadinanza non italiana.
Gli afflussi più rilevanti riguardano i paesi dell’est europeo, in particolare la Romania,  con 456 cittadini che hanno preso la residenza in città nella prima metà dell’anno, la  Moldova (158) e l’Ucraina (171). Correnti consistenti riguardano anche cittadini di  alcuni stati dell’Asia, soprattutto Pakistan (273), Bangladesh (183) e Cina (168); permangono infine elevati gli arrivi di migranti di nazionalità marocchina (211).

La notevole immigrazione dall’Italia  conferma la capacità attrattiva del nostro comune, che riceve abitanti  dalle altre regioni; contestualmente  Bologna ha con i comuni vicini un  intenso scambio di residenti sia in  entrata sia in uscita, che dà luogo a
livello provinciale nella prima metà  dell’anno a un bilancio negativo di oltre 400 residenti.

Nella prima metà del 2014 sono stati  celebrati 423 matrimoni, appena uno in  più al primo semestre 2013, a fronte di  una tendenza ormai consolidata alla  riduzione della nuzialità rilevata nel  medio-lungo periodo. Nei primi sei mesi del 2014 sono sostanzialmente stabili sia le unioni celebrate in  municipio, in totale 310 (+4 matrimoni), sia quelle religiose (complessivamente  113; appena 3 in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno).
Anche in questa prima metà del 2014 si conferma la netta prevalenza dei matrimoni  civili (73,3%) rispetto a quelli religiosi, come avviene già a partire dal 2001.
La prevalenza della cerimonia civile è favorita sia dalla preferenza del municipio da  parte delle coppie formate da celibi e nubili, sia da dinamiche oggettive legate alla  significativa incidenza delle coppie miste non necessariamente di uguale cultura o religione, sia infine da sposi che, avendo alle spalle un precedente matrimonio ormai  concluso, optano necessariamente per il rito civile.

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