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Modena: aumentano i rifiuti, ma si differenzia di più

cassonetti_rifiutiNel 2013 i modenesi hanno prodotto 123.672 tonnellate di rifiuti, pari all’1 per cento più dell’anno precedente quando ci si era fermati a 122.547 tonnellate. Di pari passo sono calati i rifiuti indifferenziati (da 55.462 a 51.538 tonnellate) e aumentati di oltre 5 mila tonnellate i differenziati che sono passati da 67 mila a 72 mila tonnellate. E tra questi la parte del leone la fanno i rifiuti organici con 11.199 tonnellate, seguiti dalla plastica con 5.323 tonnellate finite nella raccolta differenziata. I modenesi hanno inoltre differenziato oltre mille tonnellate di carta e più di 250 tonnellate tra imballaggi e cartone. La raccolta differenziata nel Comune di Modena è dunque passata dal 54,7 al 58,3 aumentando del 3,6 per cento rispetto all’anno precedente.
I dati dell’Osservatorio nazionale dei rifiuti sono stati forniti al Consiglio comunale dall’assessore all’Ambiente Giulio Guerzoni in occasione dell’approvazione del Piano economico finanziario, delle tariffe, del Piano annuale delle attività per l’espletamento dei servizi di gestione dei rifiuti urbani e assimilati per il 2014. La delibera è passata con il voto favorevole del Pd, l’astensione di Sel, il voto contrario di Movimento 5 stelle, FI, Per me Modena, Cambiamodena, Ncd.
Contestualmente è stato approvata anche la delibera, presentata dall’assessore al Bilancio Ludovica Carla Ferrari, sul Regolamento per l’applicazione della tassa rifiuti Tari e l’aggiornamento del Regolamento delle entrate tributarie. A favore ha votato il Pd; contrari Movimento 5 stelle, FI, Per me Modena, Cambiamodena, Ncd; astensione di Sel.
Come risulta dal Pef (Piano economico finanziario) Sgrua definito da Artesir, nel 2014 ammonteranno complessivamente a 36 milioni e mezzo i costi per i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati che vengono coperti dalla Tari, il tributo che dall’1 gennaio 2014 sostituisce la Tares. Rispetto al 2013 l’incremento medio delle tariffe per le utenze domestiche risulta pari al 6,19 per cento, soprattutto per effetto del fondo crediti di dubbia esigibilità e dei nuovi servizi introdotti, come la sperimentazione della raccolta porta a porta in centro storico “che – ha annunciato l’assessore Guerzoni – dovrà essere completata, anche se già da agosto occorrerà studiare nuovi scenari per applicare il piano di governo della Giunta allineato con il Piano regionale dei rifiuti che punta a portare la raccolta differenziata al 70 per cento, a ridurre del 20 per cento i rifiuti solidi urbani e all’utilizzo della tariffa puntuale, la strada giusta – ha sottolineato l’assessore – perché premia il principio che chi più produce rifiuti più paga, anche se resterà una quota fissa”.
Per quanto riguarda il fondo crediti di dubbia esigibilità, calcolato sulla base del dato consuntivo 2013, che pesa per il 5 per cento dell’emesso, “se dovesse migliorare la situazione della riscossione grazie al recupero dell’evasione – ha precisato l’assessore al Bilancio Ludovica Carla Ferrari – le somme eccedenti rispetto alla copertura dei costi potranno andare a ridurre il monte dei costi che serve a calcolare le tariffe gli anni seguenti”. Inoltre, sull’aumento delle tariffe, l’assessore Ferrari ha fatto notare che “se si considera anche la quota servizi della Tares 2013, l’imposizione fiscale della Tari rispetto alla Tares per i modenesi non è aumentata rispetto allo scorso anno, anzi è calata. Infatti, nel 2014 l’intero montante tributario, tra quota rifiuti e quota servizi, per il Comune è diminuito di circa un milione e 400 mila euro”.
Infine, per quanto riguarda le utenze non domestiche, che saranno interessate da aumenti della quota rifiuti del 6,5 per cento, sono previsti agevolazioni e sconti che vanno dal 15 al 70 per cento della quota variabile per le imprese che conferiscono autonomamente i rifiuti recuperati dalle attività produttività. Inoltre, l’aggiornamento dell’articolo 9 del Regolamento per l’applicazione della Tari ha introdotto una riduzione del 30 per cento sulla quota variabile della tariffa per le attività formalmente cessate che intendono non staccare le utenze a fronte di consumi minimi.

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