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Tassa rifiuti Modena: il dibattito in Consiglio comunale

Il Consiglio comunale di Modena ha dibattuto a lungo in occasione dell’approvazione delle delibere sul Piano economico finanziario, Pef, e il Regolamento per l’applicazione della Tari, nella seduta del 24 luglio (Pd a favore, Sel astenuta, contrari Movimento 5 stelle, FI, Per me Modena, Cambiamodena, Ncd).
Per il Pd è intervenuta Simona Arletti sottolineando che “la gestione dei rifiuti è il servizio più costoso dell’Ente, ma è anche considerevolmente complesso”; “la delibera inquadra politiche complesse nei piani regionali” e “conclude un iter avviato dalla Giunta e dal Consiglio precedenti”. La consigliera ha ricordato che “il Comune ha di volta in volta applicato le normative introdotte dal legislatore nazionale che però non ha come riferimento i rifiuti prodotti, mentre la tariffa puntuale renderebbe un’odiosa tassa il giusto corrispettivo”. E ha sottolineato l’importanza delle agevolazioni introdotte dal Regolamento: “il fondo di 125 mila euro per chi conferisce alle isole ecologiche” e “gli sconti per chi, per affetto della crisi, produce meno rifiuti” auspicando di ulteriori.
Secondo Adolfo Morandi di FI, invece “la tassa è diventata in realtà una patrimoniale che grava su famiglie e imprese in maniera sempre maggiore, poiché rispetto al 2005 i modenesi si trovano a pagare il 20 per cento in più”. Il dato è stato però messo in discussione dall’assessore al Bilancio e il consigliere si è riservato di presentare un’interrogazione sulla questione. Inutile, inoltre, per Morandi, parlare di un calo dell’imposizione fiscale complessiva, “poiché i cittadini pagano in altre forme e non c’è stata nessuna riduzione di tassazione”. Ha infine invitato i consiglieri a mettere in discussione la gestione di Hera guardando al 2017 quando la gestione dei rifiuti andrà a bando.
Per il Movimento 5 stelle è intervenuto Marco Rabboni: “Abbiamo chiesto di avere il dettaglio dei calcoli che hanno portato Atersir a calcolare l’ammontare definito nel Pef per svolgere la nostra funzione di controllo, ma il Comune non è in possesso dei dati. Atersir li dovrà comunicare solo entro settembre come stabilisce una delibera della Giunta regionale: questo è incredibile. Inoltre, ci sembra una grave ingiustizia normativa che Hera abbia solo il ruolo di appaltatore e il rischio d’impresa ricada tutto sul Comune e quindi a carico della comunità. Auspichiamo – ha proseguito – che si passi al più presto alla tariffa puntuale, la riduzione della Tari per utenze non domestiche che producono pochi rifiuti e un maggiore coinvolgimento dei cittadini nella raccolta differenziata”. E il collega Luca Fantoni ha portato all’attenzione il caso di “alcuni banchi alimentari del mercato di via Albinelli, per i quali i valori per il calcolo della Tari sono triplicati rispetto ad altri comuni, chiedendo all’Amministrazione di rivedere tali valori”. Ha inoltre invitato a pensare a nuove soluzioni “per lavorare per i cittadini non per una società per azioni”.
Anche Adriana Querzè di Per me Modena è tornata sul rischio d’impresa (“mi sembra si possa parlare di una violazione dei principi delle regole dei rapporti economici commerciali”) e della scarsa trasparenza (“divulghiamo i dati e rendiamo meno ambigui certi codici, la trasparenza inizia da queste cose”) e rispetto ad Atersir, ha invitato a considerare “il tema della sottrazione di poteri ai Comuni sollevato da un sindaco”. Infine, ha suggerito di pensare, come già ipotizzato in passato, alla creazione di una centrale unica all’interno del Comune con il compito di lavorare sul recupero crediti.
Per Antonio Montanini di Cambiamo “se il Comune non è in grado di avere la certezza della mole di rifiuti smaltiti da Hera, dobbiamo aprire gli occhi e fare una riflessione per il futuro”. Inoltre, “l’incremento di una tariffa dovrebbe andare di pari passo con l’aumento della qualità del servizio – ha aggiunto – ma il Comune non ha strumenti per potersi rapportare con Hera sul piano giuridico ed essendo stata fatta una gara d’appalto, paghiamo quanto convenuto”.
Marco Cugusi, dopo aver avanzato alcuni dubbi in materia di “trasparenza dei costi e dei controlli a campione” e sollevato il tema “della necessità di un’azione educativa a carico del gestore”, ha annunciato l’astensione di Sel per mancanza di sufficienti “elementi conoscitivi e per un’apertura di credito nei confronti degli assessori che stanno lavorando per arrivare a un risultato condiviso che migliori la gestione dei rifiuti in ottica di salute ambientale e dei cittadini”.
In sede di replica l’assessore al Bilancio Ludovica Carla Ferrari ha ribadito come molte problematiche si potranno risolvere con la tariffa puntuale e come “la politica non possa prescindere da scelte tecniche”.
L’assessore all’Ambiente Giulio Guerzoni ha ribadito che “i dati di una fonte istituzionale come l’Osservatorio nazionale dei rifiuti dicono che la crisi non ha visto un calo dei rifiuti e un cambiamento delle nostre abitudini. La sfida – ha concluso – è incidere sui controlli e sui costi nei due ambiti in cui siamo presenti come enti locali: Atersir e Hera”.

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