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Occupazione ancora in calo in Regione, ma ci sono settori in crescita

computer“Il mercato del lavoro è frenato dal ritardo della ripresa economica ed anche in una regione produttiva come l’Emilia Romagna è difficile trovare segnali di miglioramento stabili”: così il Presidente di Confartigianato Emilia Romagna Marco Granelli commenta i risultati di una indagine del Centro Studi di Confartigianato nella quale sono stati rielaborati dati dei rapporti Istat ed Eurostat sul 2014. Andamento Italia-Eurozona

Il mercato del lavoro sta attraversando una delle fasi più difficili dal secondo dopoguerra del XX secolo, con una forte accentuazione di alcuni dualismi. Il secondo ciclo recessivo 2012-2013, dopo la Grande recessione 2008-2009, sta ancora manifestando effetti depressivi sul mercato del lavoro aggravati dal ritardo dell’avvio delle ripresa. Sulla base dei dati mensili relativi a maggio 2014 si osserva che nell’ultimo anno gli occupati sono scesi dello 0,3%, con una diminuzione di 61.000 unità; persiste una dinamica tendenziale negativa anche se in rallentamento rispetto ai mesi precedenti e lontana dal picco negativo del -2,6% registrato a maggio del 2013. L’analisi delle variazioni dei disoccupati nell’ultimo anno marca la divergenza tra Italia ed Eurozona: negli ultimi dodici mesi a fronte di 636 mila disoccupati in meno nell’Eurozona (pari al – 3,3% tra maggio 2013 e maggio 2014), l’Italia è in controtendenza e ne conta 126 mila in più (+4,1%); al contrario la Francia riduce i disoccupati di 52 mila unità (-1,7%), la Germania di 85 mila (-3,7%) e la Spagna dove, pur registrandosi la più elevata disoccupazione, si osserva una riduzione di 384 mila persone in cerca di lavoro (-6,3%); l’Eurozona, al netto dell’Italia, vede un consistente calo dei disoccupati, pari a 762 mila unità in meno (-4,7%). In Italia a fronte di un calo dell’occupazione complessivo nel I trimestre 2014 dello 0,9% in ottica tendenziale, il mercato del lavoro presenta alcuni segmenti in cui si registra una maggiore tenuta dell’occupazione. In particolare si osserva che nell’ultimo anno nel Centro Nord l’occupazione scende di un limitato 0,3% a fronte di una caduta del 2,8% nel Mezzogiorno. Mentre l’occupazione dei giovani fino a 35 anni è in calo di 367 mila unità, pari al -6,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente mentre, all’opposto, gli occupati senior, con 35 anni e oltre, crescono dello 0,9%. Maggiore tenuta dell’occupazione femminile (-0,5%) rispetto al più marcato calo dell’occupazione maschile (-1,3%). Mentre il lavoro dipendente segna un calo dell’1,2%, il lavoro indipendente – che maggiormente ha sofferto nel corso i due cicli recessivi – registra una maggiore tenuta con una variazione del -0,2%

Andamento regionale

Esaminando la dinamica dell’occupazione nelle regioni si osserva che al I trimestre 2014 sei regioni sono in controtendenza rispetto alla flessione nazionale dello 0,9%: si tratta della Provincia autonoma di Trento che registra un aumento tendenziale degli occupati del 2,5%, seguita dalla Valle d’Aosta con il +2,0%, dalla Toscana con il +1,7%, dal Lazio con il +0,3%, dalle Marche e dall’Emilia Romagna entrambe con il +0,1%. Sul versante opposto, si registra una intensa dinamica negativa dell’occupazione in Abruzzo con il -4,9%, preceduto dalla Liguria con -4,3%, dalla Provincia autonoma di Bolzano con -3,6%, dalla Campania con -3,1% e dal Molise con il -2,9%.

I settori dell’occupazione

Se analizziamo la dinamica dell’occupazione al I trimestre 2014 per settore osserviamo che – a fronte di una diminuzione dell’occupazione dell’intero mercato del lavoro dello 0,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – in tredici comparti tra i maggiori ventisette in cui l’occupazione è superiore ai 200.000 addetti si registra un aumento complessivo degli occupati del 4,2%, pari ad un incremento di 90.100 unità. Nei settori interessati vi sono 6.891.000 occupati, pari a poco meno di un terzo (31,1%) del totale economia; in essi operano 798.568 piccole imprese che danno lavoro a poco meno dei due terzi (62,1%) degli occupati totali delle imprese operanti in questi settori. Il comparto che registra la maggiore crescita dell’occupazione è quello della Produzione di software, consulenza informatica con una variazione del +10,4% e con un peso dell’occupazione delle piccole imprese del 47,2%; crescita rilevante anche nelle Produzione alimentare con +8,7% con un peso dell’occupazione delle piccole imprese del 65,1%. Cresce l’occupazione anche in settori dove è maggiore la presenza del pubblico: nei Servizi di assistenza sociale residenziale l’occupazione sale dell’8,4% e nell’Assistenza sociale non residenziale di un +7,6%. Marcata crescita dell’occupazione anche nelle Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico con un +6,0% nell’ultimo anno. Nelle Attività dei servizi di ristorazione l’occupazione sale del 5,6% con un peso dell’occupazione delle piccole imprese dell’85,7%, seguito dalle Attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche con +5,5% e con un peso dell’occupazione delle piccole imprese del 89,6%. Effetti positivi della domanda di lavoro anche nel settore della Fabbricazione di macchinari ed apparecchiature dove l’occupazione sale del 5,0% e in cui il 43,7% dell’occupazione è in piccole imprese. Cresce l’occupazione anche nella Confezione di articoli di abbigliamento; confezione di articoli in pelle e pelliccia con +4,9% e con un peso dell’occupazione delle piccole imprese pari al 70,0%, nelle Attività di servizi per edifici e paesaggio con +2,5% e con un peso dell’occupazione delle piccole imprese del 35,8%. Occupazione in aumento, anche se con variazioni inferiori al punto percentuale, nel Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti con +0,8% dove il peso dell’occupazione delle piccole imprese è del 35,1%, nell’ Istruzione con 0,7% e dove prevale il segmento di lavoro incluso nella Pubblica Amministrazione e la Fabbricazione di prodotti in metallo con +0,6% e dove il peso dell’occupazione delle piccole imprese è del 72,4%. settori-crescita

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