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Giro di prostituzione tra Imola, Reggio e Modena: 4 arresti e 4 denunce

prostituzione_5Lunedì scorso, personale del Commissariato di Imola e della Squadra Mobile della Questura di Bologna, con la collaborazione della Squadra Mobile di Reggio Emilia, ha tratto in arresto a Reggio Emilia due cittadine cinesi: O.Y., 42 anni e L.C., 45, il cittadino cinese J.J. di 42 anni, marito di O.Y. e G.B. italiano 57enne convivente della L.C., dando esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bologna, per i reati di Favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di donne cinesi, commesso in concorso tra loro.

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi al termine di una complessa attività di indagine, avviata intorno alla fine dell’anno scorso, in seguito ad una serie di servizi appositamente predisposti nella zona della stazione ferroviaria di Imola, nei pressi della quale veniva segnalata la presenza di persone sospettate di essere coinvolte nell’attività di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
Tali servizi portavano a rilevare l’esistenza di movimenti sospetti intorno ad un appartamento posto in pieno centro ad Imola dove, con tutta evidenza, venivano impiegate nell’attività di prostituzione donne cinesi provenienti da altre città, che in pratica vivevano recluse nella casa dove esercitavano la prostituzione, senza quasi mai uscire.
L’attività delle donne veniva pubblicizzata mediante annunci su quotidiani locali, giornali specializzati e siti internet dove i recapiti telefonici da contattare, venivano associati alle immagini di avvenenti giovani “massaggiatrici” asiatiche nude o seminude, mai corrispondenti, peraltro, alle donne effettivamente impiegate nell’attività di prostituzione.
Tali annunci hanno permesso di localizzare nella città di Reggio Emilia il “centralino” che rispondeva alle telefonate dei client ed in breve individuare altre case dove si svolgeva la prostituzione a Castel San Pietro Terme, Bologna e Modena.
O.Y. e L.C. sono state intercettate come le persone che prendevano i contatti con i clienti, comunicando loro l’arrivo delle prostitute che, solitamente, non erano nemmeno in grado di parlare la lingua italiana, e che ricevevano il resoconto delle prestazioni eseguite e l’entità degli incassi al termine della giornata. Le stelle O.Y. ed L.C., in concorso con i rispettivi compagni, avevano precedentemente provveduto ad individuare le case da affittare intestandole a prestanomi italiani, a reclutare le connazionali dal impiegare all’interno ed a sostituirle quando queste erano temporaneamente impossibilitate ad esercitare il meretricio. I due uomini si occupavano invece di andare periodicamente negli appartamenti a rifornire le prostitute di quanto necessario e a ritirare gli incassi dell’attività di prostituzione che, solo in percentuale, venivano rimessi alle prostitute, mediante Money transfert verso i loro paesi d’origine.
Notevole l’imbarazzo dei clienti all’atto di presentarsi presso gli uffici del Commissariato dove erano stati convocati in qualità di testimoni di un reato.
Le indagini hanno portato al sequestro di 9000 euro in contanti – ritenuti essere provento dell’attività illecita – e alla denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna di altri quattro soggetti, tre italiani ed un’altra donna cinese, residenti tra Reggio Emilia e Modena, i quali, a vario titolo, risultavano aver concorso, con ruoli secondari, nella commissione dei reati.
Recuperate inoltre numero ricevute Money transfer – che solo nell’ultimo periodo ammontano a circa 13.000 euro – riferite a somme già inviate in Cina dagli indagati.

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