Profughi, incontro in Regione del tavolo sulla prima accoglienza all’interno del programma “Mare Nostrum”



    profughi_6L’hub regionale dell’Emilia-Romagna (l’ex Cie di Bologna) ha iniziato la sperimentazione in modo positivo: nella giornata di ieri, 60 profughi hanno trovato una prima accoglienza nella struttura di via Mattei, mentre nel frattempo altri 60 migranti erano già stati “smistati”, dopo un accurato screening sanitario, tra i territori di Ferrara, Parma e Reggio.
    Il punto sulle modalità, tra buone prassi e criticità, della prima accoglienza all’interno del programma nazionale “Mare Nostrum” è stato fatto stamani a Bologna, in viale Aldo Moro, nella riunione del tavolo di coordinamento tra Regione ed enti locali. Presente anche la prefettura di Bologna, a cui compete istituzionalmente il coordinamento dell’accoglienza dei profughi. Per quanto riguarda la creazione di “hub” (tecnicamente, “nodi di smistamento”), regionali e interregionali, è prevista dal Piano nazionale per fronteggiare il flusso straordinario di cittadini extracomunitari, approvato il 10 luglio scorso dalla Conferenza unificata Stato-Regioni ed enti locali.
    “In Emilia-Romagna, prima regione in Italia, si sta gestendo la sperimentazione di un hub” ha sottolineato l’assessore regionale alle Politiche sociali Teresa Marzocchi. “La proposta di riaprire – grazie alla disponibilità del territorio, in particolare del Comune – l’ex Cie di Bologna (naturalmente non con funzioni di Cie) è stata accolta dal Ministero dell’interno, che ha autorizzato provvisoriamente il riutilizzo della struttura per farne un centro di primissima accoglienza. Si tratta di un passo molto importante, di un segnale significativo del nostro modo di affrontare questo genere di situazioni, complesse e difficili”. La struttura ha attualmente una disponibilità di circa 200 posti; “pochi – prosegue l’assessore – rispetto alla necessità, ma siamo partiti ugualmente: attraverso il filtro dell’hub, si vuole facilitare la fase di arrivo nei territori dei migranti, evitando invii ‘improvvisi” e non programmati’”.
    Durate il tavolo si è fatto il punto sulla parte sanitaria (prima visita di screening dei profughi, successiva profilassi vaccinale, prossima attivazione di una scheda informatizzata), sui minori non accompagnati e sulla permanenza e uscita dal territorio. Il tavolo ha approvato inoltre uno schema operativo di accoglienza articolato in tre fasi: primo intervento in emergenza (nell’hub), seconda accoglienza (in strutture collocate sul territorio regionale), uscita dall’accoglienza (sul territorio locale, nazionale, internazionale).
    Al 30 luglio 2014, erano 1533 i migranti presenti nei centri temporanei di assistenza attivati dalle prefetture dell’Emilia-Romagna. “Questa Regione sta facendo la sua parte, anzi, oggi è al di sopra della percentuale di assegnazione di nuovi arrivi, rispetto ad altre Regioni” ha concluso l’assessore. “Anche per poter far entrare a pieno regime l’hub, abbiamo bisogno che ci venga dato il tempo necessario prima di accogliere nuove persone. La situazione è sotto controllo; sappiamo che solo lavorando insieme – e qui, in Emilia-Romagna, riusciamo a farlo, operando in stretto raccordo con Anci ed enti locali – possiamo garantire risposte adeguate e decorose, all’altezza di un Paese civile”.