29 Settembre: Modena dedica alle donne un canto d’amore



    29Settembre2014Modena dedica alle donne un canto d’amore. Lo fa attraverso la voce e i versi di big della musica italiana, a partire da Roberto Vecchioni, dei giovani musicisti emergenti come Diodato e degli artisti locali che lunedì 29 settembre canteranno in piazza Grande alle 20.30 nel concerto gratuito “Gli uomini cantano le donne”.

    È infatti dedicata alle donne la sesta edizione di “Modena 29 settembre”, l’iniziativa che celebra l’incontro felice della città con la musica da quando, come ha affermato Renzo Arbore, era la capitale del beat italiano.

    Dalla prima edizione del 2009, quando largo di Porta Bologna venne simbolicamente intitolato ‘Piazzetta 29 settembre’ per celebrare il bar Grande Italia, storico ritrovo di musicisti e artisti beat, l’evento, che prende il nome dalla canzone di Mogol portata al successo dall’Equipe 84, torna ogni anno per ricordare alla città la sua anima beat e regalarle una festa popolare tra storia e futuro, nel segno della fantasia e della musica generatrici di cambiamento.

    Anche quest’anno a “Modena 29 settembre” parteciperanno big della canzone italiana, giovani emergenti a livello nazionale e artisti locali che in città trovano occasioni e luoghi per esprimere la propria creatività.

    Lo ha sottolineato l’assessore alla Cultura del Comune Modena Gianpietro Cavazza presentando in conferenza stampa l’iniziativa, insieme al giornalista Leo Turrini che condurrà la serata, a Stefania Cargioli (Fondazione Cassa di risparmio di Modena),  e Cecilia Bondioli (Gruppo Hera). Erano inoltre presenti Valerio Gilioli dell’associazione Stòff  e Riccardo Benini, collaboratori artistici dell’evento. All’organizzazione partecipa come ogni anno il Centro Musica del Comune di Modena.

    Da Fausto Leali a Nicolò Carnesi, dai Camaleonti al cantautore “off” Paolo Benvegnù; da Marco Ligabue a Mario Tessuto, dai Rats ai giovani carpigiani Le Mura di Mos fino all’Orchestra Ologramma. Tanti gli artisti che saliranno sul palco di piazza Grande in un mix di generazioni e sensibilità. Eseguiranno canzoni degli ultimi decenni che contengono nel titolo un nome di donna, seguendo il filo di un immaginario letterario e musicale dalle radici profonde che ha interpretato i mutamenti della società. La serata vedrà anche la partecipazione dell’attrice Lella Costa protagonista di interventi “sul tema”.

    Sono 800 i posti a sedere disponibili; vi si accederà liberamente, fino ad esaurimento, a partire dalle 19.45 entrando nell’area dal lato del Duomo. Alla pedana a disposizione dei diversamente abili si accederà invece dal portico del Municipio, zona Caffè Concerto. Garantiranno inoltre la loro presenza in piazza i volontari della Croce Blu e della Protezione Civile.

    L’appuntamento è organizzato dal Comune di Modena con il sostegno di Gruppo Hera e Fondazione Cassa di risparmio di Modena. Hanno anche contribuito Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Cooperativa sociale Gulliver e Modena Parcheggi che regala un’ora di sosta da utilizzare successivamente a chi nella serata di lunedì 29 parcheggerà al Novi Park.

    GRAN FINALE CON “L’ORA DELL’AMORE”

    Da “Gianna” a “Lisa dagli occhi blu” e alla fine tutti insieme per cantare un classico degli anni ‘60. In piazza Grande dalle 20.30 big e artisti emergenti

    “Gianna”, “Gloria”, “Sara”, “Alice” e tante altre. Contengono praticamente tutte un nome di donna nel titolo, o inneggiano all’amore, le canzoni protagoniste di “Modena 29 settembre”, il concerto gratuito in programma lunedì 29 settembre in piazza Grande dalle ore 20.30 per celebrare l’incontro tra Modena e la musica da quando la città era la capitale del beat italiano.

    Nella sesta edizione di “Modena 29 settembre” saliranno sul palco Paolo Benvegnù, i Camaleonti, Nicolò Carnesi, Diodato, Fausto Leali, Marco Ligabue, Le Mura di Mos, Ologramma, Mario Tessuto e Roberto Vecchioni.

    Gli artisti proporranno al pubblico brani noti e canzoni proprie che celebrano le donne, tema dell’evento intitolato, appunto, “Gli uomini cantano le donne”. E nel finale saliranno tutti insieme sul palco per “L’ora dell’amore”, un classico dei Camaleonti. Lo storico gruppo beat farà a sua volta risuonare la piazza con “Viso d’Angelo”, “Io per lei” e “Eternità”. Torna a Modena per il 29 settembre anche un big della musica italiana, Roberto Vecchioni, che canterà “Ninni”, “Celia de la Serna”, “Chiamami ancora amore” e “Luci a San Siro”, mentre un altro grande della scena musicale nazionale, Fausto Leali, proporrà “Deborah”, “Io amo”, “Mi Manchi” e “A chi”.

    Ad aprire la serata, alle 20.30 sarà invece l’orchestra Ologramma, gruppo nato da una scuola di musicoterapia con allievi diversamente abili, che canterà “Gloria” di Umberto Tozzi e “Sara” di Antonello Venditti. A interpretare “Gianna” di Rino Gaetano sarà invece Marco Ligabue che canterà anche la sua “Alice”. Mario Tessuto interpreterà “Lisa dagli occhi blu” e Nicolò Carnesi “Cara” di Lucio Dalla oltre a un brano proprio, come faranno Diodato, che farà ascoltare anche “Selene” di Modugno, e Benvegnù che interpreterà inoltre il successo di Susan Vega “Luka”. Infine i modenesi Rats si cimenteranno con “Gloria” dei Doors e canteranno un testo loro, “Chiara”, mentre le Mura di Mos proporranno la loro “Teresa”.

     

    I PROTAGONISTI DELLA SERATA

    Alcune informazioni su musicisti emergenti e locali che si esibiranno accanto ai big della scena italiana in piazza Grande nell’evento “Gli uomini cantano le donne”

    Accanto a grandi nomi noti della musica italiana, Roberto Vecchioni, Fausto Leali, i Camaleonti, “Modena 29 settembre”, l’evento organizzato dal Comune di Modena con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio e Gruppo Hera, in programma lunedì 29 settembre, vedrà salire sul palco di piazza Grande musicisti che si stanno affermando sulla scena nazionale e artisti locali.

    Nicolò Carnesi, cantautore siciliano, classe 1987. Nel 2007 fonda i Paradisi Artificiali, con cui sperimenta la fusione fra sonorità elettroniche e canzone d’autore. Per Malintenti esordisce nel 2011 col singolo “Il colpo” e con l’Ep “Ho poca fantasia”. Nel 2012 arriva al primo vero album “Gli eroi non escono il sabato, dov’è ospite Brunori Sas, e partecipa con “Rotta per casa di Dio” al disco tributo agli 883 “Con due deca”. Nel 2014 esce “Ho una galassia nell’armadio”, prodotto da Tommaso Colliva, ospita fra gli altri Roberto Angelini, Rodrigo D’Erasmo e la sezione ritmica dei Selton.

    Paolo Benvegnù è stato il chitarrista-cantante fondatore degli Scisma con cui ha registrato, prodotto e composto tre dischi  su etichetta Parlophone-EMI. Dal 1996 al 2000 la band è stata vincitrice di Arezzo Wave, del Premio Ciampi 1998 e ha svolto centinaia di concerti in Italia e in Europa. Dopo lo scioglimento degli Scisma, Benvegnù inizia la sua avventura solista, con album come “Piccolissimi Fragilissimi Film”, “14-19”, “Hermann” e, in uscita ad ottobre, “Earth Hotel”.  I suoi brani sono stati cantati anche da Irene Grandi, Giusy Ferreri, Marina Rei e persino Mina (“Io e Te”). Parallelamente, inizia anche la carriera di produttore artistico.

    Diodato dimostra sin da piccolo una forte inclinazione musicale, parte dal violino per approdare alla chitarra; nel 2010 incide il singolo “Ancora un brivido” e conosce il produttore artistico del suo primo disco, Daniele Tortora. Ne nasce “E forse sono pazzo”, uscito nel 2013 (Le Narcisse Records/Goodfellas). In occasione del Medimex 2013 è premiato dalla piattaforma di ascolto on demand Deezer come artista dell’anno. “Babilonia” viene selezionata dalla Commissione del 64esimo Festival della Canzone Italiana di Sanremo, nella categoria “Nuove proposte” e nel marzo 2014 è ospite fisso della trasmissione televisiva di Rai 3 “Che Tempo che Fa”. Il 21 giugno vince il premio “Best New Generation” e si esibisce sul palco degli MTV Awards in diretta televisiva su MTV.

    Marco Ligabue è nato a Correggio; suona la chitarra nel gruppo i Rio, da lui fondato nel 2001. Come autore di quasi tutti i testi e le musiche, ha firmato con i Rio quattro album in studio dal 2004 al 2011. Nel 2012 avvia una carriera da solista che lo vede in numerosi concerti in giro per l’Italia accompagnato dal chitarrista Jonathan  Gasparini. Oltre all’attività di musicista è dal 1991 fondatore, responsabile e coordinatore di Ligachannel e BarMario, rispettivamente sito e fan club ufficiali di Luciano Ligabue.

    Rats esordisce nel 1981 con l’album “C’est disco” e conosce l’apice della popolarità negli anni ’90 con concerti in Italia, Europa e Asia, assieme anche a Litfiba e CCCP Fedeli alla linea. L’album “Indiani padani” (1992), che vede la collaborazione di Luciano Ligabue nel brano “Fuoritempo”, raggiunge quasi le 50 mila copie vendute. La band si scioglie nel 1997 ma dopo dieci anni, complice l’accoglienza con cui i fans accolgono il materiale audio e video che due del gruppo mettono su una pagina del portale Myspace, Wilko, Romi e Lor si rimettono in contatto e nel 2007 cominciano nuovamente a suonare insieme. E’ del 2013 il nuovo album “Siete in attesa di essere collegati con l’inferno desiderato”.

    Le Mura di Mos nascono nel gennaio 2013 a Carpi con una formazione che vede Alessandro Delle Monache alla voce e chitarra, Davide Greppi alla batteria, Giacomo Gasparini al basso, Matteo Magnani alle tastiere. Nella primavera del 2014 la band esce con il primo album dal titolo “Come sempre non sai più”, presentato alla Tenda di Modena. Dopo alcuni concerti in regione, conquistano a fine giugno, il terzo posto alla XX edizione del premio Augusto Daolio di Cavriago.

    Ologramma è un gruppo “misto” corale e strumentale nato a gennaio 2010 e si compone attualmente di circa 40 elementi. Ne fanno parte ragazzi che presentano disabilità, altri che “semplicemente” amano fare musica insieme, volontari musicisti e musicoterapeuti. Ologramma ha preso vita dal Centro Europeo di Musicoterapia, Cemu, avviato nel 2006 presso l’Istituto Meme, che ha attive a Modena le Scuole di specializzazione triennali per le professioni di aiuto, Musicoterapia, Arti Terapie, Counselling. Ologramma nasce per poter offrire ai ragazzi che prendevano parte alle attività laboratoriali di Cemu anche un contesto che permettesse loro di esprimere le competenze acquisite e di perdurare in uno spirito di ricerca di miglioramento.