Lapam Confartigianato Reggio: “TASI e imposte locali troppo alte”

casa-danaro“La tassazione è già troppo alta: chiediamo ai comuni della provincia di Reggio Emilia, di tenere conto del nostro grido d’allarme e di non pesare ulteriormente sulle imprese, facendo in modo che la TASI possa diminuire già a partire dal prossimo anno. Di più: chiediamo che le imposte locali vengano modulate con intelligenza e con grande attenzione alle esigenze degli imprenditori che vivono tempi difficilissimi. In altre parole, chiediamo di rimanere sui livelli minimi di tassazione: conosciamo bene i problemi che hanno i comuni nel fare i bilanci, ma al tempo stesso gli amministratori locali devono rendersi conto che non abbiamo più tempo e che, di questo passo, le serrande finiranno con l’essere irrimediabilmente abbassate”. Ivo Biagini, Presidente Lapam Confartigianato Zona di Reggio Emilia, commenta così i dati di una ricerca proposta dall’associazione imprenditoriale sulla TASI nei comuni della provincia di Reggio Emilia.

In tutti i comuni hanno deliberato le aliquote della TASI, tra questi soltanto due (Castelnovo né Monti e Albinea) applicano l’imposta anche agli immobili diversi dall’abitazione principale.

L’aliquota minima deliberata è pari al 7,6 per mille, mentre quella massima è del 10,6 per mille, il 54,55% ha deliberato aliquote che vanno dal 9 per mille al 10,6 per mille, mentre il 45,45% ha deliberato aliquote inferiori al 9 per mille. L’aliquota mediamente adottata da tutti i comuni è del 9,22 per mille.

Per dare un termine di confronto con un territorio vicino, come quello modenese, hanno deliberato la TASI tutti i 47 comuni. Di questi soltanto 3 (Fiorano, Prignano e Sassuolo) hanno previsto l’applicazione dell’imposta su immobili diversi dall’abitazione principale. I restanti comuni, come del resto anche la stragrande maggioranza di quelli reggiani, limitano l’applicazione del tributo alle sole unità immobiliari adibite ad abitazione principale e alle relative pertinenze, ivi comprese le ipotesi che per regolamento comunale o per legge sono assimilate all’abitazione principale. l’aliquota mediamente applicata sugli immobili produttivi, tenendo conto che l’82,61% dei comuni applica ai suddetti immobili solo l’IMU, è del 9,37 per mille; l’aliquota minima applicata è del 7,6 per mille, mentre l’aliquota massima applicata è del 10,6 per mille;

il 76,09% ha deliberato aliquote che vanno dal 9 per mille al 10,6 per mille, mentre solo il 23,91% ha deliberato aliquote inferiori al 9 per mille.

“Crediamo che i comuni della nostra provincia debbano impegnarsi di più per limitare le spese e sgravare le imprese – sottolinea Biagini – proprio per i motivi di cui parlavo in precedenza. La simulazione che riportiamo nella ricerca dimostra che stiamo parlando di cifre considerevoli, cifre che le imprese pagano e che vanno a servizio di tutta la collettività. Ma se le imprese muoiono, è chiaro che non potranno più pagare…”.

Infine ecco una simulazione che riguarda un fabbricato strumentale di categoria D7, con rendita catastale di € 5.500.

Valore imponibile = 5.500 * 1.05 * 65 = 375.375,00

Per la provincia di Reggio Emilia, il peso dei tributi sarebbe il seguente:

Il peso tributario IMU/TASI su Reggio, considerando:

l’aliquota minima del 7,6 per mille     =  2.852,85

l’aliquota media del 8,91 per mille     =  3.344,59

l’aliquota massima del 10,6 per mille =  3.978.97.

Per la provincia di Reggio il 47,72% dei comuni avrebbe applicato l’imposta con un’aliquota che va dal 9 per mille al 10,6 per mille. Vale a dire che in tali comuni l’imposta avrebbe gravato per un importo che va da € 3.261,21 a € 3.978,97.

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Mob Day: la campana dell’ultimo giro – Lapam Confartigianato incontra i comuni

Lapam Confartigianato Imprese di Reggio Emilia ha organizzato per lunedì 6 ottobre alle ore 10 prossimo una giornata di mobilitazione, un ‘Mob Day’, chiamato “La campana dell’ultimo giro”. Nello stesso giorno, simbolicamente alla stessa ora, le 10 del mattino, una delegazione di imprenditori incontrerà i sindaci dei 10 comuni dove l’Associazione è presente con proprie sedi di rappresentanza, per discutere della pesante situazione in cui versa l’economia locale e le piccole imprese in particolare. Si tratta dei comuni di Reggio Emilia, Castellarano, Castelnovo Monti, Castelnovo Sotto, Correggio, Guastalla, Novellara, Rubiera, Sant’Ilario e Scandiano.”Il tempo è scaduto e siamo arrivato all’ultimo giro per tutti, per questo possiamo uscirne soltanto lavorando insieme – dichiara Erio Luigi Munari, Presidente Generale Lapam”.

“Dopo sei anni di crisi – afferma Ivo Biagini, Presidente Lapam Confartigianato Imprese Zona di Reggio Emilia- tutte le previsioni economiche sono state smentite dalla realtà. Gli ultimi indicatori economici hanno confermato la crescita ‘zero’ e lo stato di recessione da cui le imprese con le sole proprie forze non possono uscire. Per questo motivo – prosegue Biagini – i nostri organi dirigenti hanno deciso di mobilitare tutta la base associativa sul territorio, per lunedì 6 ottobre, sottoponendo agli amministratori locali una rilevazione economica sull’andamento delle imprese operanti nei rispettivi comuni”.

“Valuteremo insieme quali azioni la pubblica amministrazione può mettere in campo per sostenere le imprese, naturalmente ci presenteremo con alcune proposte in merito – aggiunge Roberto Prearo, Segretario di zona Lapam -. Quale segno della giornata consegneremo ai sindaci una campanella simile a quelle utilizzate dai direttori di gara per segnare i passaggi di giro. Un ‘ultimo giro’ per tutti, imprese cittadini, istituzioni se non cambierà rapidamente qualcosa”.

Nel corso dell’incontro con i sindaci gli imprenditori Lapam si confronteranno su temi generali della crisi, ma anche sulle specifiche problematiche di ciascun Comune. Le proposte dell’associazione verteranno sulla semplificazione amministrativa (ad esempio attraverso l’armonizzazione di regolamenti comunali e lo snellimento burocratico) e su un alleggerimento della Tari (la tassa sui rifiuti) che passi dalla revisione del contratto di servizio con l’ente gestore.

Lapam ha inoltre elaborato un’analisi partendo dall’andamento dell’anagrafe imprese attive nel periodo che va da giugno 2008, ultimo dato pre crisi, a giugno 2014, ultimo dato utile a sei anni dall’inizio della crisi.

Tutti i 10 comuni portano il segno meno ed i settori colpiti sono prevalentemente i medesimi. Il Comune con il calo maggiore è Guastalla (-10,0%), il comune con il calo minore è Scandiano (-3,3%. La città capoluogo Segna un -4,1%.

Più in generale, per quanto riguarda l’intera provincia di Reggio Emilia, si evidenzia il dato preoccupante di una calo di imprese nel settore manifatturiero (- 708) e nel comparto costruzioni (- 1359), ovvero le imprese tradizionalmente più strutturate e che occupano il maggior numero di dipendenti. Forte contrazione, in questi anni, anche delle imprese agricole (- 1260) oggetto di una robusta riorganizzazione. In calo anche i trasporti (- 265), un dato da incorniciare nella contrazione del settore produttivo e quindi della logistica; in calo anche il commercio (- 57), a conferma delle persistenti difficoltà dei consumi. Pur in un segno negativo generale, si riscontra un saldo positivo nel settore turismo e pubblici esercizi (+ 283), così come nei servizi alle persone e alle imprese (+ 649). Questo è indice di una trasformazione della natura economica sul nostro territorio, che si sposta verso la terziarizzazione fatta di punte d’eccellenza ma anche caratterizzata da imprese economicamente fragili e con un basso numero di dipendenti.

La nostra associazione promuoverà nel mese di ottobre una serie di eventi che cercano di andare nella direzione del sostegno all’innovazione, alle imprese giovanili, al welfare come nuova economia, al rilancio delle infrastrutture per lo sviluppo.