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Domani, nell’ambito di “Stanze di Teatro in Carcere 2014”, incontro tra studenti dello Spallanzani, detenuti e internati di Castelfranco Emilia

foto-Chiara-FerrinLa ricerca di una via d’uscita, o meglio, di una via d’entrata, un percorso di integrazione che utilizzi gli strumenti del Teatro per creare un dialogo tra il dentro e il fuori, per far interagire due parti del corpo sociale altrimenti isolate. Tra Carcere e Società esiste un muro molto più spesso delle mura fisiche, e al Teatro spetta il compito di aprire una breccia o trovare modi per scavalcarlo. In quest’ottica possiamo leggere le attività proposte dalla compagnia modenese Teatro dei Venti nel mese di novembre in collaborazione con la Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia, il Comune di Castelfranco e il Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna.

Si parte il 21 novembre alle ore 9.00 con l’ingresso di una classe dell’Istituto Spallanzani di Castelfranco all’interno della Casa di Reclusione, nell’ambito del progetto “Stanze di Teatro in Carcere 2014”. In una sessione di lavoro comune, detenuti, internati e studenti esploreranno la Gerusalemme Liberata di Tasso, opera scelta dal Coordinamento Teatro Carcere come fil rouge della propria attività all’interno dei penitenziari della regione per il biennio 2014-2015.

Nei giorni successivi, il 22-23 novembre sempre presso la Casa di Reclusione di Castelfranco, partirà un articolato percorso formativo tenuto dal regista Stefano Tè che coinvolgerà detenuti e internati, ma anche liberi cittadini. Si tratta di un laboratorio sulla vicenda di Sacco e Vanzetti che fungerà da spunto per un lavoro di dialogo e integrazione. Il  laboratorio proseguirà anche il 28 e 29 novembre e sfocerà in una prima dimostrazione di lavoro nell’ambito dell’iniziativa City for Life Città contro la pena di morte, un evento promosso in tutto il mondo dalla Comunità di Sant’Egidio e che a Modena vede il sostegno e il patrocinio del Comune.

Questi primi quattro incontri saranno la prima tappa di un progetto più ampio che mira a creare percorsi stabili di ingresso nei luoghi della detenzione con l’utilizzo del linguaggio universale del Teatro.

Informazioni e modalità di partecipazione sono disponibili sul sito www.teatrodeiventi.it

 

Teatro dei Venti, l’attività in carcere anche al Sant’Anna di Modena.

Intanto dal mese di settembre il Teatro dei Venti ha iniziato un laboratorio permanente all’interno della Casa Circondariale di Modena, avviando un percorso di avvicinamento al Teatro per un gruppo di 15 detenuti con il sostegno del Comune di Modena.

La compagnia, che è tra i fondatori del Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna, svolge dal 2006 un laboratorio presso la Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia al quale dal settembre 2014 si affianca quello nella Sezione Protetti della Casa Circondariale Sant’Anna di Modena. I laboratori permanenti in Carcere possono essere definiti un’officina creativa, dove i detenuti hanno l’opportunità di sperimentare diverse forme di comunicazione artistica (musica, azione scenica, danza) nelle loro interazioni possibili. Le differenti discipline sono unite da un tema e da un confronto-scambio continuo. Il risultato del percorso confluisce sempre nella messa in scena di uno spettacolo aperto al pubblico, dentro e fuori le mura carcerarie. Nel 2007 lo spettacolo Frammenti è stato presentato alla finale del Premio Scenario/Ustica. Nel 2011 ha debuttato lo spettacolo Aspettando Caligola e nel 2013 Sette contro Tebe. Il percorso teatrale in carcere è strutturato in uno o due incontri settimanali di tre ore ciascuno, per la durata di almeno 30 incontri l’anno. I laboratori, condotti da Stefano Tè, regista del Teatro dei Venti, tendono a creare un contesto pedagogico di autoformazione e di crescita individuale e collettiva.

 

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