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La Giunta del Comune di Sassuolo ha approvato le osservazioni al Pair (Piano Aria Integrato) 2020

Inquinamento-atmosferico“Al fine di una compiuta ed efficace attuazione del Piano e con lo scopo di favorire il rispetto della norma da parte della cittadinanza, si ritiene che le disposizioni normative del piano debbano essere applicate anche alle Unioni di comuni e non solo ad alcune delle amministrazioni che ne fanno parte, anche in considerazione del fatto che in alcune zone del tessuto urbano ha caratteristiche tali per cui non esiste soluzione di continuità tra un centro abitato ed il successivo”. E’ con questa premessa che, attraverso la delibera 147, la Giunta del Comune di Sassuolo ha approvato le osservazioni al piano Aria Integrato Regionale, meglio conosciuto come Pair 2020.

Con il Piano Aria Integrato Regionale la Regione mette in campo le misure necessarie a rientrare nei valori limite fissati dall’Unione Europea da qui al 2020 attraverso 90 azioni per ridurre l’inquinamento dell’aria.

Le misure intervengono su tutte le fonti di emissione, coinvolgendo cittadini e istituzioni, imprese e associazioni, e sono articolate in cinque ambiti di intervento principali: le città, la pianificazione e l’utilizzo del territorio, lamobilità, l’energia, le attività produttive e l’agricoltura.

Lo scenario di piano così ottenuto mostra che nell’anno 2020 i valori limite per gli inquinanti atmosferici PM10, PM2.5 e NOx saranno rientrati nei limiti stabiliti dall’Unione Europea pressoché su tutto il territorio regionale. Si stima infatti che attraverso le azioni previste, nelle condizioni meteorologiche tipiche della pianura padana, la popolazione esposta a più di 35 superamenti l’anno di PM10 scenderebbe dal 64% al 1% e risiederebbe all’interno di aree critiche aventi una superficie complessiva pari a meno dell’1% del territorio regionale. La riduzione delle emissioni ottenute con le azioni del PAIR corrisponde ad una variazione rispetto ai valori del 2010 delle emissioni dirette degli inquinanti e dei loro precursori, pari al 47% per il PM10, il 36% per gli ossidi di azoto NOx,  il 27% rispettivamente di ammoniaca e composti organici volatili, 7% di anidride solforosa.

Il PAIR è il primo piano di livello regionale adottato in Emilia-Romagna per il risanamento della qualità dell’aria, che parte dall’esperienza sviluppata attraverso l’Accordo di Programma stipulato sin dal 2002 tra Regione, Province e Comuni per mettere a sistema, rafforzare ed ampliare le misure, con l’obiettivo di passare da un approccio di tipo emergenziale ad uno di tipo strutturale, strategico. L’insieme delle azioni attivate dal sistema Regione-Enti locali ha consentito infatti negli scorsi anni di ottenere risultati significativi, misurabili nel trend in diminuzione dei principali inquinanti, non sufficienti però a garantire il rispetto dei valori limite stabiliti dall’Unione Europea. Per intervenire con maggiore efficacia sui complessi processi che portano al superamento dei valori limite è necessario ricondurre la pianificazione alla scala territoriale più appropriata, quella regionale, fermo rimanendo il ruolo strategico svolto dagli enti locali nell’attuazione delle misure.

Dopo la pubblicazione sul Bur, datata 2 settembre scorso, gli enti locali avevano 60 giorni di tempo per inviare osservazioni e distinguo alla Regione; osservazioni approvate, appunto, il 28 ottobre scorso, con delibera n°147, ed inviate alla Regione.

 

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