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Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: Cgil-Cisl-Uil lanciano palloncini bianchi da ex Manifattura Tabacchi e piazzetta Ova

palloncini-bianchiSi celebra anche a Modena la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, che ricorre domani – martedì 25 novembre. Cgil-Cisl-Uil ribadiscono il loro impegno affinché il contrasto alla violenza di genere avvenga tutti i giorni, dentro e fuori i luoghi di lavoro. Per questo motivo quest’anno i sindacati hanno scelto due luoghi di Modena, l’ex Manifattura Tabacchi e piazzetta delle Ova, dai quali domattina vengono lanciati in cielo palloncini bianchi. «L’ex Manifattura Tabacchi, dove ci ritroviamo alle 10.30, sottolinea il collegamento col mondo del lavoro, mentre piazzetta delle Ova, dove il lancio dei palloncini avviene alle 11, testimonia la vicinanza a tutte le donne – spiegano Tamara Calzolari (segreteria Cgil), Luisa Zuffi (segretario Spi-Cgil), Rossana Corghi (responsabile coordinamento femminile Fnp-Cisl) e Liliana Castiglioni (responsabile coordinamento femminile Cisl) – I partecipanti alle due iniziative, che intendo stimolare una riflessione sull’argomento, indossano un fiocco bianco, simbolo della campagna contro la violenza alle donne. Sono bianchi anche i palloncini lanciati in cielo per simboleggiare la liberazione dalla violenza di genere». Cgil-Cisl-Uil aggiungono che qualunque sia la forma o il luogo in cui si consuma – casa o lavoro -, la violenza nega alle donne il diritto fondamentale di vivere in dignità e libertà. Per questo il sindacato è impegnato quotidianamente nella propria azione contrattuale e di tutela individuale a fermare la cultura della violenza. «La libertà femminile è metro di misura della democrazia di un Paese. Cgil-Cisl-Uil credono fermamente che le donne siano una risorsa per la società e solo una loro libera e piena partecipazione a tutti i livelli della vita sociale può promuovere crescita e coesione. Maltrattare, uccidere una donna non è solo una violenza contro una persona, ma contro una società intera, è un problema sociale che riguarda tutti. Occorre, quindi, contrastare in ogni luogo una cultura di mancato rispetto tra i generi che – concludono le sindacaliste – può determinare sopraffazione e sfociare nella violenza estrema».

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