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Luca Ghelfi (Ncd): Eutanasia del centrodestra

“Può sembrare un paradosso, ma il centro destra nazionale e modenese si è suicidato con un forma lenta di eutanasia. Per chi ha combattuto nel campo dei valori non negoziabili è una sconfitta che deve far riflettere.
Le ragioni della politica nazionale non sono estranee al tracollo di quella fascia di consensi, che solo nell’anno 2009 davano il Popolo delle libertà, come allora ci chiamavamo, intorno al 30%.
L’epilogo del governo Letta, così fortemente voluto da Silvio Berlusconi e poi incomprensibilmente scaricato dal medesimo, rappresenta l’iniezione letale della lunga e dolce morte per  partiti di centrodestra. NCD ha sicuramente cercato di intraprendere un percorso molto impervio e difficile da far capire nella rossa Emilia e, purtroppo, i risultati locali non sono confortanti.
Forza Italia poi, che avrebbe dovuto rappresentare l’asse portante di una nuova coalizione, ha pensato esclusivamente ai propri interessi di bottega ma, stando al disastro dei numeri attuali, ha totalmente fallito, in preda come è a pulsioni che hanno nulla a che fare con la politica, ma che assomigliano molto più ad un “talent” che altro!
Fratelli d’Italia è stata di fatto “canniballizzata” dalla Lega Nord, che vince con un voto di protesta prima che di proposta. In questo contesto la morte del centro destra mi pare che sia stata certificata nelle elezioni di ieri. Le ragioni però non sono solo nazionali. Anche a livello locale si impone una riflessione. L’attività dei partiti di opposizione appare del tutto evanescente, Lega a parte. Questa ragione relega Modena in una situazione ancora peggiore delle altre province.D’altra parte come si può pensare di fare una puntuale ed efficace opposizione, pur con tutte le difficoltà del caso, se gli esponenti maggiori che dovrebbero rappresentare l’area di centro destra (e comunque di opposizione) sono per la quasi totalità dipendenti di Enti locali, portatori di conflitti di interesse o interessati ad altri scenari? Dopo la questione “chioschi”, sollevata in modo efficace dal Sen. Giovanardi, in tutti questi mesi non c’è stata mai battaglia: la questione sanitaria  è entrata in un  cono d’ombra, i tagli alle spese sono questione del PD e, comunque, più in generale, la voce dell’opposizione è nulla. Anche di questo si deve tenere conto, perchè il domani non sia solo un “requiem” ma il punto di partenza per trovare assieme le ragioni dell’unità.
Se sapremo trovarle – ed è questa la sfida – potremo aspirare ad una resurrezione politica. In caso contrario, temo che il PD andrà ad occupare, magari con la scissione dagli ex PCI, quella area politica che è stata, solo poco tempo fa, del PDL”.

(Luca Ghelfi, Nuovo Centro Destra)

 

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