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Nasce il nuovo Comune di Ventasso, nell’Alto Appennino reggiano

È legge l’istituzione del nuovo Comune di Ventasso, nell’Alto Appennino reggiano, nato dalla fusione dei quattro Comuni del crinale: Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto.

Dopo il risultato del referendum consultivo che ha visto le popolazioni interessate esprimersi con il 69,90% di sì, l’Assemblea legislativa regionale ha approvato all’unanimità la prima fusione di Comuni in provincia di Reggio Emilia (la quinta in Emilia-Romagna): dal 1^ gennaio 2016, nascerà quindi il nuovo Comune unico, il cui nome – scelto anch’esso dai residenti nella consultazione referendaria – è appunto Ventasso. Il nuovo ente avrà una popolazione di circa 4.300 abitanti e con una superficie di 257 km quadrati sarà il più esteso della provincia. In base alla legge approvata, il Comune unico riceverà dalla Regione un contributo costante annuale di 247 mila e 500 euro per quindici anni. In aggiunta, potrà contare su un contributo straordinario in conto capitale di 200 mila euro all’anno per un triennio. Tra i benefici anche un contributo statale annuo di circa 403 mila euro per un decennio.

Dibattito e dichiarazioni di voto

“Con il voto emerso dal referendum, che ha visto la partecipazione di oltre il 60% degli aventi diritto e una vittoria netta a favore del Comune unico,- ha detto Ottavia Soncini (Pd), relatrice di maggioranza- ha vinto la voglia di rinnovare e lavorare insieme, ha prevalso l’espressione dello spirito giovane di queste comunità. La fusione- ha continuato- consentirà di avere una macchina amministrativa più efficiente, che consentirà risposte veloci. Non si tratta tuttavia solo di un scelta legata alla razionalizzazione dei costi, ma di una scelta culturale, civile ed economica che spinge queste comunità verso la modernizzazione”. Tra i vantaggi riservati al nuovo ente, che sarà il più importante Comune del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, Soncini ha ricordato “i complessivi 8 milioni di euro (tra contributi statali e regionali) oltre all’esenzione per cinque anni dal patto di stabilità”. I cittadini, ha concluso, “hanno capito la necessità di un serio riordino istituzionale, che non fa paura quando si innesta in solide tradizioni presenti sul territorio. Con questo nostro voto favorevole alla legge di fusione, vogliamo quindi dare il via alla definitiva ascesa del loro importante e significativo progetto”.

Giudizio favorevole alla fusione anche da Stefano Bargi (Ln), che in qualità di relatore di minoranza ha sottolineato “l’importanza di scelte condivise dal basso e non imposte, come ad esempio quelle di alcune Unioni di Comuni che adesso, come emerge anche dai rilievi della Corte dei conti, non sono sempre le migliori sotto il profilo economico. In questo caso- ha proseguito anticipando il voto favorevole del suo Gruppo su Ventasso- il nostro giudizio è legato all’esito del referendum, dove accanto all’assenso delle amministrazioni si è avuto quello delle popolazioni interessate”.

Yuri Torri (Sel) ha parlato di “un passaggio importante per tutta la provincia reggiana L’istituzione del nuovo Comune da parte dell’Assemblea- ha detto- tiene conto della chiara espressione della volontà popolare per il sì, emersa in ogni Comune e sostenuta, dove il voto favorevole è stato di più stretta misura, proprio dalle frazioni. Non un caso, visto che la convivenza tra le diverse realtà comunali si è già sperimentata in seno prima alla Comunità montana e poi nell’Unione di Comuni. La grande superficie del nuovo ente riserva delle criticità- ha poi sottolineato- ecco perché collegamenti, infrastrutture e servizi saranno i temi centrali delle prossime sfide, su cui va prestata la massima attenzione degli amministratori. Da parte sua, la Regione ha il dovere di intervenire a sostegno di turismo e servizi”.

Gabriele Delmonte (Ln) ha messo in rilievo i punti deboli del progetto di fusione, che a suo avviso riguardano “in particolare Collagna: con la sua spiccata vocazione turistica- ha segnalato- presenta caratteristiche diverse dagli altri tre centri e necessita di investimenti mirati, ad esempio per gli impianti sciistici e la pista di pattinaggio. Chiediamo- ha concluso- il monitoraggio sull’uso dei fondi che dovranno andare a progetti concreti”.

Quella dei quattro Comuni del crinale rappresenta “una realtà importante, che ha dimostrato nella gestione associata di essere in grado di garantire i servizi- ha dichiarato l’assessore Emma Petitti- e con questa fusione sarà possibile aumentare gli stessi servizi e rendere il territorio più competitivo”. Petitti ha ricordato l’iter accelerato che ha consentito al processo di fusione di ripartire a inizio anno, dopo l’avvio della nuova legislatura, “senza vanificare i passaggi istituzionali fatti in precedenza, in modo da consentire alle comunità di esprimersi come già avevano fatto i loro amministratori. La grande partecipazione al referendum- ha concluso- dimostra che l’impegno degli amministratori e della Regione sulle fusioni rappresenta la strada giusta”.

Stefano Caliandro (Pd) ha espresso compiacimento “per un processo di razionalizzazione e accrescimento del modo in cui si fa cittadinanza e si agiscono le istituzioni. Mi auguro- ha detto- che l’esempio sarà seguito da altre zone di montagna, auspico che sia un esperimento foriero di ulteriori aggregazioni”.

Per Tommaso Foti (Fdi), il voto emerso dal referendum è condizionante, pertanto “il mio sarà un sì, anche se non convinto ma dubitativo”, questo per le criticità che a suo avviso emergeranno “in particolare a Ramiseto, la cui presenza rappresenta una forzatura”. La superficie del nuovo Comune “è molto ampia e ci saranno situazioni destinate ad esplodere perché se sulla rete stradale nell’immediato si potranno fare interventi, in futuro non sarà facile sostenerli economicamente. Almeno in un caso- ha detto- si è guardato più ai finanziamenti e ad una logica che, ritengo, non porterà i vantaggi prospettati. E dubbi ci sono anche su Ligonchio”.

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