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Regione, taglio del 10% alla retribuzione di risultato dei Direttori. E nelle valutazioni premiata sempre più la qualità

Produttività ridotta del 10% per i direttori generali della Regione per il biennio 2013/2014 e, sullo sfondo, l’avvio di un importante progetto di riorganizzazione della dirigenza e dell’intero modello organizzativo della Regione, che vedrà la luce entro quest’anno.
Lo ha deciso la Giunta regionale, proseguendo il lavoro già impostato nei mesi scorsi teso a razionalizzare i costi di funzionamento dell’Ente, senza far venire meno la qualità dei servizi.“Vogliamo dare qualità e valore a chi, ogni giorno, è impegnato a garantire il funzionamento di una struttura complessa quale è la Regione – spiega Emma Petitti, Assessore con  delega al Personale – ma vogliamo farlo in un contesto organizzativo moderno e di qualità, nel quale possono essere tenuti sotto controllo i costi”.La definizione delle indennità a direttori generali e di Agenzie per il biennio 2013/2014, previsto dalle norme nazionali sulla dirigenza, era rimasto in sospeso a causa dell’interruzione della legislatura avvenuta l’anno scorso con le dimissioni del Presidente Errani. Con la decisione assunta dalla Giunta le indennità di risultato, assegnate sulla base di valutazioni rigorose del lavoro svolto, sono state ridotte del 10%.
“La valutazione del lavoro svolto dai direttori è stata naturalmente individuale, verificata da un Organismo indipendente di valutazione, terzo rispetto alla struttura – aggiunge l’assessore – Per ogni Direttore sono stati analizzati i parametri di performance, valutando le singole prestazioni in relazione agli obiettivi assegnati”.
Le valutazioni si attestano, considerato 100 il punteggio per la valutazione massima, in un range compreso fra 89 e 81 nel 2013 e fra 92 e 80 nel 2014. Conseguentemente, le retribuzioni di risultato – considerato 30mila euro il massimo – si attesta in un range compreso tra 23.760 e 14.483 euro nel 2013, e tra 22.410 e 15.770 euro nel 2014.
“La riduzione percentuale che abbiamo applicato – spiega ancora Petitti – è ulteriore rispetto agli esiti della valutazione individuale, e ricalca ciò che abbiamo già fatto per i direttori della Sanità. Nel corso di quest’anno potremo ancora apportare modifiche al sistema di valutazione della dirigenza che, voglio ricordarlo, è ancora sperimentale.
Tabelle alla mano, la retribuzione dei direttori della Regione Emilia-Romagna, nel rapporto PIL/popolazione, è – assieme alla Toscana – la più bassa in Italia.

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