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‘Open.Co’ e ‘Lavoranti in Legno’, Fillea Cgil: “ancora nulla di concreto dopo l’incontro di oggi”

Oggi si è tenuto l’incontro, richiesto dalla Fillea Cgil Emilia Romagna, tra Legacoop ER, le aziende ‘Open.Co’ e ‘Lavoranti in Legno’, le RSU dei tre stabilimenti e le delegazioni Fillea Cgil di Modena, Reggio Emilia, Ferrara e Emilia Romagna.

L’incontro aveva l’obiettivo di verificare quali piani di riorganizzazione a livello regionale siano in campo, quali gli obiettivi industriali, le risorse finanziarie e le ricadute sul piano occupazionale. La scelta di un livello di confronto a carattere regionale si è resa necessaria a causa delle notizie allarmanti, oltre che contraddittorie, fatte circolare dalle varie direzioni aziendali all’interno dei singoli stabilimenti produttivi.

Anche l’incontro di oggi però non ha fatto emergere nulla di concreto, salvo la decisione assunta a questo punto da entrambe le realtà aziendali di avviare la procedura concorsuale del cosiddetto ‘Concordato in Bianco’, in attesa della presentazione di un piano vero e proprio da parte delle due imprese.

Questa decisione riduce ulteriormente i tempi della discussione e rende urgente ancor più di prima la necessità che il movimento cooperativo assuma rapidamente l’iniziativa per salvare le realtà produttive e l’occupazione.

In questi anni di grave crisi le lavoratrici e i lavoratori di ‘Open.Co’ e ‘Lavoranti in Legno’ hanno fatto grandi sacrifici e enormi sforzi, anche economici, per garantire la continuità del lavoro. Adesso tutti si aspettano un impegno altrettanto forte del sistema cooperativo.

La Fillea Cgil ha anche oggi ribadito la necessità di avviare, fin da subito, la trattativa individuando rapidamente quale soggetto possa realizzare un’operazione di riorganizzazione dei tre siti produttivi.

La Fillea Cgil è disponibile alla discussione, fermo restando il fatto che tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori hanno diritto ad avere soluzioni che garantiscano la continuità del rapporto di lavoro e adeguate coperture in termini di ammortizzatori sociali. L’alternativa è una catastrofe sociale, oltre che occupazionale, che segnerebbe ancor più negativamente la storia della cooperazione in Emilia Romagna.

Poichè di risposte concrete anche oggi non ne sono arrivate, la Fillea Cgil Emilia Romagna ha inviato, sempre nella giornata odierna, richiesta urgente all’Assessore Regionale alle Attività Produttive Palma Costi di convocazione di un tavolo di crisi presso la Regione Emilia Romagna.

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