lunedì, 6 Febbraio 2023
1.4 C
Comune di Sassuolo
HomeLa prima decade di luglio negli annali meteo delle estati roventi per...




La prima decade di luglio negli annali meteo delle estati roventi per le province di Modena e Reggio Emilia

ondata_calore_4Il mese di luglio 2015, dai dati preliminari registrati dall’Osservatorio Geofisico di Unimore – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, si appresta ad entrare negli annali meteo delle “estati roventi”. La prima decade di luglio ha chiuso con una temperatura media di 29.1°C che ne fa nettamente la più calda per questo periodo dell’anno. Ciò a causa non tanto della punta massima, toccati due volte i 36.4°C di temperatura massima in Osservatorio, che non è record né assoluto né per il periodo, ma per la durata e persistenza del caldo.

Mai un caso così intenso e prolungato si era presentato così in anticipo, tanto che la prima decade di luglio è superata solo da periodi omologhi (con decade, si ricorda, si raggruppano periodi di 10 giorni di inizio, metà e fine mese) e risulta comunque la 5° più calda in assoluto, battuta nell’ordine, dalla decade di agosto 2003 (30.0°C), la III decade di luglio 1983 (30.0°c, quando si toccò il record storico di 38.5°C), la II decade di agosto 2003 (29.9°C) e la III decade di luglio 2013 (29.2°C, con un picco di 38.2°C in osservatorio e 40.4°c al Campus universitario DIEF).

“Eccezionale? no, già in meteorologia – afferma Luca Lombroso di Unimore –  è improprio parlare di eccezionalità, termine ormai da abolire in quanto coi cambiamenti climatici aumentano gli eventi estremi e ciò che valeva in passato non vale più oggi e ancor meno varrà in futuro. Questa che viviamo dunque è una sgradita <nuova normalità> conseguente i cambiamenti climatici, che non esclude, come abbiamo visto, opposti estremi freschi e perturbati come lo scorso anno, ma che vede prevalere nettamente gli episodi <estremi caldi>. E col caldo siamo qua, di nuovo, a fare i conti, infatti l’ondata di caldo è in atto da fine giugno, solo attenuata i giorni scorsi, ma ora verso una nuova fase acuta di durata indeterminabile”.

Già oggi i termometri segnano valori da febbre nelle più calde aree delle città con temperatura massima di 37.5°C al Campus DIEF, 36.0°C presso l’Osservatorio Geofisico e 37.4°C a Reggio Emilia. L’ umidità è attestata al 40%, non eccessiva, ma sufficiente a rientrare in una fase “in cui tutti provano un forte disagio, – prosegue Lombroso –  ma non occorrono gli indici per ricordarcelo, ce ne accorgiamo tutti. Nel tardo pomeriggio poi a causa del gran caldo si sono formati alcuni <temporali di calore>, ma non illudiamoci che portino refrigerio e comunque  si dissolveranno in serata”.

Notti decisamente “tropicali”, ovvero temperature minime oltre i 20°C, non solo in città (25.3°C in Osservatorio a Modena) e nelle stazioni extraurbane del Campus DIEF a Modena (22.7°C) e Reggio Emilia (21.7°C), ma in tutta la media e bassa pianura, anche nelle aperte campagne e in buona parte dell’Appennino, escluse le conche più fresche come a Pavullo, fino a circa 800 metri di quota. Questo è solo l’inizio, l’ondata di caldo sarà appunto lunga, rari, in genere limitati a episodi locali in montagna, i temporali di calore che non porteranno reale beneficio né termico né alla siccità ormai in corso.

“Al momento, se consola, – conclude Luca Lombroso – non dovremmo battere record storici ed appare difficile toccare i fatidici 40°C, ma l’ondata sarà lunga e il mese intero appare appunto avviato ad entrare nella storia delle estati roventi. Ere glaciali? Se ne parla molto, ma a sproposito. Secondo i più raffinati modelli climatici l’effetto di un eventuale minimo solare sarà marginale sul riscaldamento futuro, non contiamo  sul sole, siamo noi che dobbiamo agire per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici”.

Ora in onda:
________________












Ultime notizie