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Il dramma di Chernobyl spiegato ai ragazzi di Fiorano Modenese

laboratorio-media-LeopardiGiovedì 17 marzo 2016, alle ore 9.30, al teatro Astoria di Fiorano Modenese l’attrice Roberta Biagiarelli porta in scena lo spettacolo ‘Reportage Chernobyl. L’atomo e la vanga. La scienza e la terra’, tratto dal libro ‘Preghiera per Chernobyl’ di Svetlana Aleksievic, premio Nobel per la letteratura 2015.

La rappresentazione teatrale, riservata alle classi seconde e terze delle scuole medie del comune di Fiorano Modenese, rientra nell’ambito degli appuntamenti promossi dall’associazione Associazione Chernobyl di Maranello, Fiorano, Formigine Onlus, a trent’anni dall’incidente nucleare della centrale al confine con la Bielorussia.

E’ il momento conclusivo di una serie di incontri che i volontari dell’associazione hanno tenuto nelle scuole medie del territorio fioranese per spiegare ai ragazzi che cosa è stato ‘Chernobyl’ e le tragiche conseguenze tuttora presenti di quell’incidente che sconvolto l’intera Europa.

Lo spettacolo, con la regia di Simona Gonella, vede la partecipazione straordinaria in video dell’attore italiano Roberto Herlitzka, video di Giacomo Verde e contributi scientifici di Mario Agostinelli, Svetlana Aleksievic, Alessandro Gori, Gianni Mattioli, Gianni Tamino, Valerio Calzolaio. E’ una produzione Babelia&C, Legambiente Solidarietà, Tracce di Teatro d’Autore e Inteatro Festival

“Chernobyl è una storia dimenticata. Del destino delle persone, che hanno vissuto e che hanno subito le conseguenze dell’incidente, si sa molto poco. Per la necessità di raccontare queste storie nasce il nostro spettacolo… – racconta Roberta Biagiarelli, autrice del ‘Reportage’ insieme a Simona Gonella – La nube radioattiva che fuoriuscì provocò immediatamente una pesante contaminazione delle aree circostanti (Pripyat e Chernobyl) e di un’area estesa diversi chilometri, ancora oggi quasi del tutto disabitata (Chernobyl Exclusion Zone). Poi, spinta dai venti, la nube viaggiò in Europa e arrivò a sfiorare la costa orientale degli Stati Uniti. E ancora oggi in modo silente tante persone pagano il prezzo di questa catastrofe senza risarcimento. Chernobyl è una perfetta metafora del mondo che ci circonda, del rapporto spesso perverso che abbiamo con la tecnologia, della disinformazione di cui siamo vittime rispetto ai grandi disastri ambientali, del rapporto bulimico che stringe le società occidentali in rapporto all’uso dell’energia…Ma Chernobyl è soprattutto la lucida realtà del rapporto antico tra l’uomo e la scienza o, per dirla con le parole di uno dei testimoni della tragedia: tra l’atomo e la vanga.

…Tra le testimonianze raccolte dalla Aleksievic abbiamo scelto, in particolare due voci di donne: Ljudmila, moglie di uno dei pompieri accorsi alla centrale per domare l’incendio e Valentina, moglie di uno degli 800.000 uomini chiamati in seguito a ‘liquidare le conseguenze dell’incidente’. I famosi liquidatori a cui tutta l’Europa intera dovrebbe inchinarsi e per ringraziamento apporre lapidi commemorative sugli edifici pubblici, perché il loro sacrificio e martirio di eroi europei ha permesso la nostra salvezza.

Al linguaggio delle parole abbiamo affiancato quello delle immagini video di Giacomo Verde, impegnato da anni nel dialogo tra arte teatrale e video arte, costruendo una partitura di immagini che scorrono in scena, parallele al testo”.

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