
Un’evoluzione che non significa perdita di contatto con le specificità dei territori. Anzi, tutt’altro.
L’“Agenda” programmatica presentata da Vacchi elabora una sorta di “filosofia” della “filiera industriale”, dove piccole, medie e grandi imprese possano lavorare insieme per competere meglio sui mercati internazionali.
Questi agglomerati, già presenti oggi con successo in particolare nel contesto imprenditoriale emiliano, vanno ulteriormente potenziati e sviluppati per creare filiere intelligenti che ci rendano sempre più internazionali ma al tempo stesso attrattivi dal punto di vista degli investimenti”.

