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Unimore esprime solidarietà al popolo belga

inc-std-belghe-ReSi è tenuto questa mattina, venerdì 25 marzo, nella sede reggiana di Unimore – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia un incontro tra le autorità accademiche e cittadine con alcune delle studentesse Erasmus provenienti dal Belgio ospiti dell’Ateneo emiliano.
Hanno partecipato all’appuntamento il prof. Sergio Ferrari, Pro Rettore e delegato ai Rapporti internazionali, la dott.ssa Raffaella Curioni, Assessora alle Scuole e ai Rapporti con l’Università per il Comune di Reggio Emilia, il prof. Nicola Barbieri del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane, un rappresentante dell’Ufficio Mobilità Unimore e due studentesse belghe che, a Reggio Emilia, stanno frequentando il Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria.

Sono complessivamente 6 le studentesse che attualmente partecipano a progetti Erasmus in Unimore: oltre alle 2 ragazze di Scienze della Formazione Primaria, altre 2 frequentano il Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche e due il Corso di Laurea in Terapia Occupazionale. Provengono 4 da Anversa e 2 da Gand.

Dopo i terribili attentati che hanno sconvolto la vita degli abitanti di Bruxelles e scosso profondamente le coscienze di tutti gli europei, Unimore si è tenuta in contatto immediatamente sia con i suoi 6 studenti in Belgio (4 ad Anversa e 2 a Gand)  sia con quelli di nazionalità belga soggiornanti in Unimore, per accertarsi circa le loro condizioni. Alle 6 studentesse belghe ha inoltre voluto manifestare vicinanza per quanto accaduto a Bruxelles.

A tal riguardo il prof. Giorgio Zanetti, Direttore del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane, nella giornata di martedì 23 marzo, ha fatto giungere alle sue due studentesse belghe questo messaggio: “Carissime Inneke e Maria, a nome del Dipartimento desidero trasmettere a voi e al popolo belga la nostra vicinanza in questi giorni. Come spesso diciamo in occasioni come queste, dobbiamo saper dare una forte risposta culturale a questi tragici eventi, sfidandoli insieme in nome della libertà e dell’amicizia internazionale. Fateci sapere in che modo possiamo esservi di aiuto”.

“Anche la nostra comunità accademica, – ha detto stamane il prof. Sergio Ferrari – Pro Rettore e delegato ai Rapporti Internazionali, introducendo l’incontro – come tutto il mondo, è stata profondamente colpita nell’ultimo anno dalle conseguenze di una serie impressionante di attentati ignobili e criminali che hanno seminato sgomento ed orrore. Quanto accaduto il 22 marzo a Bruxelles, dove tante persone, troppe, hanno perso la vita e centinaia sono rimaste ferite, è terribile, così come sono parse terribili le immagini che – mesi prima – sono arrivate da Parigi o da Tunisi, dal Mali e dalla Turchia, giusto per ricordare alcuni degli attentati più clamorosi”.

“Voi ragazzi – ha proseguito il prof. Ferrari rivolgendosi direttamente alle studentesse – siete i primi a dovervi confrontare con questa nuova realtà, ma siete anche coloro che non si devono fare intimorire, perché è giusto continuare a viaggiare, oggi da studenti con il programma Erasmus ed un domani da professionisti. Le vostre menti potranno essere aperte al dialogo e all’arricchimento culturale solo continuando nel vostro percorso odierno in giro per l’Europa senza paura. Questi episodi, che ci auguriamo abbiano a non più accadere, stando alla mobilitazione universale che vediamo crescere in questi giorni, fanno crescere in tutti noi quel senso di identità nell’unica e vera Europa, quell’Europa cui voi sentite già oggi di appartenere. A voi tutti qui presenti, ai vostri famigliari, ai vostri amici, ai vostri connazionali vogliamo far arrivare il senso di sgomento e di impotenza che ha afferrato tutti dopo quanto accaduto a Bruxelles, ma allo stesso tempo vogliamo farvi sentire il nostro Ateneo, un Ateneo che desideriamo sia vissuto come il vostro Ateneo, vicino! E vogliamo farvi sapere che seguiamo, come voi, con apprensione e partecipazione l’evoluzione di quanto è successo. In questi giorni Unimore, purtroppo, è stretta attorno anche alle famiglie dei ragazzi Erasmus coinvolti nell’incidente del bus avvenuto in Catalogna e, in particolare, alla nostra studentessa Laura Ferrari, che si trova ricoverata in prognosi riservata a Barcellona. Voi studenti del Belgio, come ieri gli studenti di Francia, come quelli italiani in Spagna, siete i nostri ragazzi, siete la migliore espressione e rappresentazione del nostro essere università. A voi infatti è destinato il nostro messaggio, che auspichiamo continui ad essere un messaggio rivolto ad alimentare nelle coscienze la fiducia nella pace, nella libertà, nel rispetto reciproco, superando anche ostacoli e prove difficili come quelli cui siamo stati e siete stati sopposti in questi giorni, in cui abbiamo visto essere stata spezzata brutalmente la vita di tante persone care o che sentiamo, da quel giorno, di avere sempre amato e conosciuto come nostri concittadini”.

Durante l’incontro l’Assessora ai rapporti con l’Università del Comune di Reggio Emilia Raffaella Curioni ha dichiarato:  n“La barbarie che ha colpito il cuore dell’Europa ha colpito ciascuno di noi. Questi sono mesi di angoscia per il popolo europeo che si trova ad affrontare uno dei periodi certamente più drammatici della nostra storia contemporanea. Non sono solo le bombe il problema, è la paura che ne deriva. La paura che non ti fa prendere più la metro, che non ti fa più andare ai concerti, al cinema, ai musei. La paura dei luoghi affollati. L’attacco a Bruxelles, all’aeroporto, è un attacco alla nostra libertà, libertà di spostamento, di conoscere nuove culture, paesi, genti. In questi giorni abbiamo accolto i numerosi messaggi che la comunità islamica e le associazioni di cittadini stranieri di Reggio Emilia ci hanno inviato per rinnovare fermamente la propria condanna ad ogni forma di violenza e di terrorismo, nonché la vicinanza al popolo belga. Quanto accaduto in questi giorni, in questi mesi, ci colpisce nel profondo, ma il dolore e il cordoglio per quanto accaduto e per le vittime si associa ad una sempre più viva intenzione di agire e di confrontarsi in Europa e nel mondo testimoniando il valore del dialogo interculturale e la definizione di buone politiche di integrazione. Oggi, dunque, deve essere anche il tempo della consapevolezza: la lotta al terrore per il ritorno alla pace sarà un percorso lungo, difficile e doloroso ma che ci richiama alla crescente necessità di unirci per proteggere la sicurezza e la coesione del nostro tessuto sociale contro ogni tentativo di disgregazione e di discordia. Un investimento in controtendenza: l’unico modo per fermare il clima di terrore che gli attacchi vogliono generare”.

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