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MPMI modenesi di commercio e ristorazione: più di 200 le attività cessate nel primo bimestre dell’anno

negozi-vuotiIl tessuto imprenditoriale del commercio al dettaglio continua ad assottigliarsi”, rileva l’Osservatorio di Confesercenti Modena. I primi due mesi del 2016, contano sul territorio modenese oltre 200 piccole e piccolissime imprese in meno nei settori della vendita al dettaglio alimentare e non, nei pubblici esercizi e tra gli ambulanti. Flessione che non risparmia nemmeno il commercio on line: in lenta, ma costante crescita fino all’anno passato, ora in soli due mesi, si ritrova con il saldo tra nuove attività e cessate, negativo. E, in un quadro tutt’altro che positivo, i consumi – la cui ripresa lieve, continua essere appannaggio solo della GDO, come rilevato dall’ISTAT a gennaio 2016 – segnano un calo per le imprese operanti sulle piccole superfici del -2,0%, rispetto al medesimo periodo dello scorso anno.

Entrando nel merito dei diversi settori imprenditoriali, il commercio al dettaglio  extralimentare è quello che soffre sempre di più rispetto all’alimentare. A fronte di 17 nuove aperture, nel periodo gennaio-febbraio 2016, sono state 105 le chiusure (di cui 29 solo nel tessile, abbigliamento calzature) con un saldo negativo di ben -88 imprese. Numeri ridotti, ma sempre col segno meno per il comparto alimentare che fa registrare 4 iscrizioni contro 13 esercizi chiusi e un saldo di -9 attività.

Se fino allo scorso anno tra i pubblici esercizi si poteva parlare di una certa stabilità, così non è per l’avvio del 2016. Anche in quest’ambito il conto è salato: sono 39 le attività di ristorazione che hanno cessato, contro i soli 11 nuovi ristoranti aperti. Un andamento che può dirsi analogo anche per quello che riguarda i bar sul territorio: 38 quelli che hanno abbassato la serranda per sempre contro 11 nuovi baristi invece che hanno scelto di aprire.

E non positiva è anche la situazione nel commercio su aree pubbliche in provincia e nel capoluogo: 17 gli ambulanti che non faranno più mercati contro i ‘soli’ 10 nuovi. Ma quel che non sfugge è la contrazione che ha avuto in questo primo bimestre, l’andamento delle attività di e-commerce. Pur rimanendo Modena al secondo posto a livello regionale con 205 imprese dietro solo a Bologna (260), dopo tre anni di crescita lenta, ma costante, l’inizio del 2016 in quest’ambito mostra ben 13 imprese chiuse contro le 6 nuove.

“Questi dati – rileva Confesercenti – se inseriti nel contesto di ritorno dell’inflazione con il segno meno a febbraio (-0,3% su base annua) e con una dinamica dei consumi delle famiglie ancora troppo incerta, sono l’ulteriore testimonianza  del perdurare di una fase di difficoltà della nostra domanda interna, con effetti pesanti sulla tenuta delle piccole imprese del commercio al dettaglio, oltre che su quella  del comparto della ristorazione. E’ evidente che le politiche fin qui adottate, a partire dalla liberalizzazione degli orari, hanno favorito le imprese operanti su grandi superfici, e stanno portando al progressivo impoverimento della rete dei negozi di vicinato, che deve invece essere componente fondamentale del tessuto urbano oltre che economico.”

“Non è quindi più rinviabile l’adozione di politiche di sostegno alle piccole e piccolissime imprese del commercio. Con provvedimenti da concretizzarsi nella revisione della liberalizzazione degli orari di apertura, in una fiscalità premiale per l’apertura di nuove attività nelle città, in interventi di incentivo e sostegno alla riqualificazione della rete dei piccoli negozi, e fondamentale, in interventi volti a sostenere e stimolare l’erogazione del credito. Una particolare attenzione andrà poi posta alle politiche urbanistiche che devono essere più coerenti con gli obiettivi di equilibrio nello sviluppo della rete distributiva”, conclude Confesercenti Modena.

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