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Giovane rumena fugge col figlio da campo nomadi in Francia per raggiungere i familiari a Roma. Aiuto e sostegno dagli agenti della Polizia Ferroviaria

Polizia-Ferroviaria-BoSabato mattina, 2 aprile, nella Stazione FS AV Mediopadana, una pattuglia della Polizia di Stato impegnata nel controllo di alcuni bagagli in apparente stato di abbandono, notava, all’interno dell’atrio insistente al piano terra della struttura, una giovane donna in evidente stato di difficoltà in quanto visibilmente affaticata e con aria smarrita, con al seguito un bambino in tenera età. La giovane, che previa identificazione si confermava una ragazza di 21 anni, nata in Romania, spiegava di essersi allontanata volontariamente dal campo nomadi dove attualmente dimorava in Francia con proprio figlio, per fuggire da una pesante situazione familiare dovuta a continue violenze fisiche e psicologiche su di lei, reiterate del proprio marito e dalla famiglia di questi.

L’uomo le avrebbe trattenuto i documenti di identità allo scopo di non farla fuggire ma, la giovane donna, satura delle umiliazioni costantemente patite, decideva ugualmente di allontanarsi, al fine di raggiungere i propri genitori, dimoranti in un non meglio specificato campo nomadi di Roma, al fine di ritrovare nell’ambiente familiare naturale, la dovuta sicurezza e serenità per lei e la propria prole. Con tale scopo, dopo varie vicissitudini ed utilizzando diversi treni, dal luogo di partenza, giungeva in questo scalo ferroviario sprovvista di titoli di viaggio e mezzi.

Gli agenti, con perizia e pazienza, verificavano la veridicità del racconto – confermato da successivo riscontro in banca dati, in quanto inserito recentemente a suo carico una nota di scomparsa, prontamente formalizzata dai propri congiunti d’origine perché preoccupati dalla notizia dell’allontanamento dalla sede d’oltralpe – e assistevano nell’immediato madre e figlio facendoli rifocillare presso un pubblico esercizio limitrofo all’ufficio di Polizia Ferroviaria, per poi interessarsi fattivamente con le preposte strutture assistenziali della zona che fornivano loro idoneo biglietto ferroviario. Mare e figlio venivano poi riaccompagnati ed assicurati a bordo un treno diretto al capoluogo Emiliano.

Presso lo scalo ferroviario di Bologna Centrale, personale di Polizia Ferroviaria, provvedeva ad assistere i viaggiatori durante il cambio obbligato di treno, avendo cura di rendere edotto della situazione di particolare disagio e necessità anche il personale ferroviario di bordo, al fine che questi avesse la necessaria sensibilità per assistere il loro viaggio fino a destino.

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