Torna Arcipelaghi Sonori, il Festival Internazionale di musica etnica giunto alla XIV edizione


Ritorna il festival internazionale di musica etnica “Arcipelaghi sonori”, giunto quest’anno alla quindicesima edizione.

La prima serata, giovedì 17 agosto, alle ore 21, si apre con la formazione dei Braul (foto in alto), gruppo che nasce ufficialmente nel 1995 nell’area della Pedemontana Occidentale friulana con l’intento di innovare la musica tradizionale della Regione. Nato sulla scia dello spirito di rinnovamento che, a partire dalla metà degli anni ’70, aveva animato alcune realtà pioniere della rinascita del folk friulano, il progetto musicale Bràul guarda però fin da subito ad orizzonti più ampi. L’apertura verso riferimenti della musica folk europea e internazionale in una sorta di fusione e integrazione, consente al gruppo di giungere ad un proprio specifico sound, sviluppando una personalità artistica distintiva riconosciuta anche da alcune riviste specializzate italiane ed estere.

Tre i CD pubblicati dal gruppo nei primi 12 anni di attività: La corte di Lunas nel 1997, Ciaràndis nel 2001, La farina dal diàul nel 2005. Un quarto lavoro, in corso di programmazione, contiene brani inediti che appartengono al nuovo progetto: “Vòus dai libris”. Numerose le partecipazioni a Festival e Rassegne di musica folk in Italia e all’estero. All’inizio di quest’anno il gruppo, che negli ultimi anni aveva diradato gli impegni di palcoscenico dedicandosi ad altri progetti musicali anche personali, decide di riunirsi per celebrare il ventennale della pubblicazione del suo primo CD, inaugurando così una nuova stagione artistica. I Bràul ritornano con una nuova proposta musicale che ripercorre i vent’anni di attività del gruppo, proponendo una rivisitazione di alcuni brani storici e la presentazione di nuovi temi inediti, con lo stesso spirito di innovazione e sperimentazione musicale che ne ha fatto un punto di riferimento nel percorso di rinnovamento del folk friulano.

A seguire l’esibizione dell’Orchestra Bailam (foto in basso), formazione che nasce nel 1989 e propone un repertorio acustico proiettato verso la musica klezmer, i tempi dispari dei balcani, la musica greco-turca, quella araba e proprie composizioni in un concerto molto dinamico, coinvolgente e divertente tipico delle piccole orchestre mediterranee. Dal 2004 portano i loro spettacoli in Russia, Crimea, Turchia come rappresentanti per la promozione culturale della città di Genova. Nel 2007 con “Lengua serpentina” creano un incontro molto personale tra il dialetto genovese e la musica mediterranea. In occasione del ventennale esce nel 2009 il cd live “Harem Bailam”. Nel 2014 ricevono il premio FIM dalla Regione Liguria come miglior realtà della tradizione ligure. Nel 2016 esce l’ultimo cd “Tekes, aman e cafè aman”. Quest’anno hanno preso parte ad alcune tournèe in Francia e in Germania, in particolare al Festival di Rudolstadt, il più grande Festival folk/world europeo.

Venerdì 18 agosto, sempre con inizio spettacoli alle ore 21, sarà la volta invece delle Bisserov Sisters. Seguendo un’antica tradizione orale, le Bisserov Sisters hanno imparato i brani che propongono ascoltando i canti tradizionali delle generazioni precedenti, mantenendo così vivo un repertorio tradizionale che è stato loro trasmesso fin dall’infanzia. Durante lo spettacolo (che comprende canzoni sul raccolto, sul matrimonio, canzoni rivoluzionarie o haidouk (ribelli), canzoni per le diverse feste religiose, canti di vita familiare, canzoni d’amore e comiche) conciliano melodie diverse, strettamente ritmiche, primitive e ricche di ornamenti. Hanno cantato al Womad e accompagnato la mitica Kate Bush in alcuni brani del suo repertorio. Si sono esibite non solo in Europa, ma anche nel vicino e lontano Oriente, Giappone, USA, Canada e Australia. Sul palco si esibiscono con i loro costumi tradizionali, fatti a mano, tramandati dalle precedenti generazioni. In questo modo conservano un’identità nazionale tradizionale.

Chiuderà la seconda serata del Festival un’ospite d’eccezione. Torna a San Cesario Ginevra Di Marco che accompagnata dai compagni di sempre Andrea Salvadori e Francesco Magnelli presenta “La Rubia canta la Negra”, l’ultimo album con cui ha vinto la targa Tenco 2017 nella categoria Interprete. Il disco, uscito in maggio, è un appassionato omaggio a Mercedes Sosa, una delle voci più importanti dell’America latina, simbolo della lotta per la libertà del popolo argentino negli anni della dittatura. Le tematiche dell’amore si intrecciano con l’impegno sociale, la passione emozionale con quella intellettuale, la ricerca e il viaggio nella tradizione del suono latino con la lotta politica. Il disco arriva a sei anni di distanza da “Canti, richiami d’amore” e porta avanti il percorso di recupero e la rilettura dei canti popolari del mondo iniziato nel 2006 con “Stazioni Lunari prende terra a Puerto Libre”, e proseguito nel 2009 con “Donna Ginevra”.

I concerti sono a ingresso gratuito.

Il festival, che si svolge come ogni anno nel parco di Villa Boschetti, sarà contornato da stand gastronomici organizzati dall’Associazione Le Contrade di San Cesario.

 

 

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