La presidente del Senato Alberti Casellati durante le celebrazioni del Primo Tricolore

Questa mattina in piazza Prampolini a Reggio Emilia le celebrazioni del 222° anniversario del Primo Tricolore alla presenza di Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato della Repubblica.

“Lo scorso 2 giugno, in occasione della festa della Repubblica, abbiamo ospitato in Senato una mostra sulla storia costituzionale italiana e sui 70 anni della Costituzione, firmata proprio a Palazzo Giustiniani. In quell’occasione, parlando a tanti giovani dell’importanza dell’articolo 12 della nostra Carta, dissi che il Tricolore era ed è per me motivo di commozione. Una commozione che oggi è ancora più viva e profonda nei miei sentimenti, perché con il suo vissuto, le sue lotte e le sue conquiste, Reggio Emilia riesce a rappresentare in maniera mirabile la storia secolare della nostra Nazione – ha detto il Presidente del Senato – .

“Città animatrice d’Italia” la salutò Ugo Foscolo, “Animosa e leggiadra” fu definita da Giosuè Carducci nel 1897 in occasione del discorso che il futuro premio Nobel per la letteratura e già senatore del Regno tenne proprio in occasione del primo centenario del Tricolore. La nostra bandiera rappresenta l’italianità più vera e profonda; simboleggia quell’idea di Patria – Terra dei padri – che ha segnato il cammino della nostra identità. Un cammino certamente non semplice, fatto di lotte e conquiste, sacrifici e martirii; un cammino che oggi ci consegna l’Italia così come la conosciamo: libera, democratica, solidale. Il Paese che amiamo e che viviamo è infatti il frutto del sacrificio di tante donne e tanti uomini, spesso giovanissimi, che hanno rinunciato alla propria vita per l’ideale nazionale, opponendosi a tirannie e ingiustizie; donne e uomini portatori di una speranza incrollabile di unità e indipendenza. Dai primi moti risorgimentali all’Unità d’Italia, dall’opposizione al regime fascista alla resistenza, dall’Assemblea Costituente alla Repubblica, il Tricolore ha sempre accompagnato le tappe della nostra storia. È la prima e più profonda immagine del nostro Paese, ci rappresenta tutti e, proprio per questo, deve essere amato, custodito, rispettato.Faccio mio l’auspicio di un grande italiano, Carlo Azeglio Ciampi, che nel 2004 da Presidente della Repubblica inaugurò la prima sessione dell’attuale e straordinario Museo del Tricolore: “Adoperiamoci perché in ogni famiglia, in ogni casa, ci sia un tricolore a testimoniare i sentimenti che ci uniscono fin dai giorni del glorioso Risorgimento”. Un appello che rivolgo soprattutto agli insegnanti e ai genitori: non smettete mai di tramandare ai nostri ragazzi i principi che ci hanno unito e che ci uniscono.

La nostra bandiera è l’essenza stessa dell’italianità, dei valori che sono a fondamento del nostro Stato di diritto, del nostro vivere comunitario. Nell’economia e nell’ingegno, nel sapere e nelle arti, nelle scienze e nell’eno-gastronomia, nella moda e nello sport, nel cinema e nella musica, l’italianità è il nostro tratto distintivo: è il valore aggiunto di chi affronta le sfide della globalizzazione difendendo la propria storia e le proprie tradizioni: a partire dalle radici cristiane alla base della nostra comunità; è il codice comportamentale di chi si impegna per un Paese dove venga riconosciuto e premiato il merito. Ed è compito della politica, a tutti i livelli, tradurre questo proposito in azioni concrete per invertire il trend della fuga dei cervelli ed offrire alle giovani generazioni reali opportunità di crescita e di affermazione; è il sentimento di chi ritiene che non debbano esserci disuguaglianze e che vada aiutato e sostenuto chi resta indietro; così come vanno difese e supportate le fragilità: penso alle donne vittime di violenza, ai disabili, agli anziani, all’infanzia. Una sfida che può essere vinta solo grazie all’impegno dei tanti volontari che ogni giorno fanno onore all’intero Paese. Un impegno che deve trovare attenzione da parte delle Istituzioni, anche sotto il profilo fiscale ed economico; è il sacrificio di chi, proveniente da ogni angolo d’Italia, si batté nelle trincee della Prima guerra mondiale per l’unità e per la democrazia. Quella democrazia che non deve essere mai data per scontata e che va salvaguardata in tutte le sue articolazioni, compresa quella centralità del Parlamento che rappresenta tutti i cittadini; è la memoria di chi ha saputo opporsi alla dittatura e lottare per uno Stato ispirato alla libertà, alla fratellanza, all’uguaglianza; è la conquista di chi seppe ricostruire, dopo la seconda guerra mondiale, un Paese ferito moralmente e materialmente, e renderlo una delle più importanti potenze industriali al mondo. Un ruolo che dobbiamo mantenere tutelando il marchio Italia e favorendo quella ripresa economica necessaria per garantire occupazione e lavoro; è la casa di chi ha creduto nelle relazioni internazionali e nel dialogo come strumento per risolvere le controversie, nell’Europa come centro condiviso di pace e benessere. Un’Europa che abbiamo sognato e voluto ma che, per essere di nuovo amata, non può più lasciare soli gli Stati a fronteggiare emergenze epocali – come l’immigrazione nel Mediterraneo -. Riformare le Istituzioni comunitarie è un compito che passa inevitabilmente per un ritrovato protagonismo della nostra classe dirigente;  è il successo della bellezza come antidoto all’odio e alle discriminazioni; abbiamo un Patrimonio culturale e artistico inestimabile, a noi il compito di renderlo anche un formidabile volano economico; è l’affermazione quotidiana di chi, dopo aver raggiunto importanti risultati nell’affermazione dei diritti, mantiene la capacità di guardare anche ai doveri: tutti coloro che in casa, al lavoro o a scuola, danno ogni giorno il proprio contributo per una città migliore, un Paese migliore, un mondo migliore – ha aggiunto Alberti Casellati -.

L’Italianità è tutto questo, e molto di più. Ed il Tricolore la rappresenta e la definisce in tutta la sua straordinaria portata. È la nostra storia, la nostra speranza negli esseri umani, il nostro futuro. Viva il Tricolore, viva la Repubblica, viva l’Italia”.

La presidente del Senato Alberti Casellati, al termine della cerimonia svoltasi in Sala del Tricolore, ha voluto dedicare alcune parole di riflessione sul valore di questa giornata celebrativa del Tricolore sull’Albo d’Oro del Comune di Reggio Emilia, su cui ha scritto:

“Al sindaco e a tutti i cittadini di Reggio Emilia un sentito ringraziamento per la splendida accoglienza che mi è stata riservata. Desidero lasciare un ricordo di questa giornata in cui abbiamo celebrato la Bandiera e la Costituzione, simboli della nostra Italia, con l’auspicio che la società continui ad avvertire con forza il valore dell’unità nazionale. Viva il Tricolore, viva la Repubblica, viva l’Italia” ha aggiunto la Presidente del Senato.





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