UISP Reggio cambia lo statuto e aderisce al codice previsto dalla riforma del Terzo Settore

La Uisp reggiana non si ferma davanti alle sfide di cambiamento e guarda con attenzione ai nuovi orizzonti del Terzo Settore adeguando il proprio statuto al codice previsto dalla riforma. Un passaggio fondamentale per l’associazione del discobolo, che martedì sera si è data appuntamento ai Chiostri di San Pietro per una seduta straordinaria dell’assemblea congressuale dell’associazione, che ha approvato il nuovo statuto e deliberato di avviare le procedure per la richiesta del riconoscimento della personalità giuridica del Comitato reggiano.

“Per Uisp e il mondo sportivo si apre una nuova fase” – le parole del Presidente Azio Minardi, che nel corso dell’incontro ha fatto un punto della situazione sul sistema reggiano e sulle sfide che attendono l’associazione nel prossimo futuro. Ai lavori dell’assemblea, che si è svolta alle 19:00 è preceduto un minuto di silenzio in memoria di Loris Bonacini, amico e volontario dell’associazione da poco scomparso.

“La riforma ci spinge a fare un passo avanti per analizzare e comprendere a fondo i bisogni del territorio e delle associazioni proponendoci come innovatori sul piano dei servizi, delle progettualità e dei modelli organizzativi. Come Ente del Terzo Settore – continua Minardi – abbiamo il compito di leggere i cambiamenti e le nuove tendenze della pratica sportiva, portare il nostro contributo nella co-progettazione dei luoghi della socialità e nel miglioramento degli stili di vita e del benessere delle persone. La società di oggi ci chiede di non sederci, ma di porre l’asticella sempre più in alto, e così intendiamo fare”.

Nel corso dell’assemblea sono emersi diversi spunti di riflessione sollecitati dal Presidente di Uisp, che si sono trasformati negli obiettivi futuri dell’associazione: alzare la qualità e il livello di innovazione dei servizi per le associazioni sportive, continuare a investire su progetti legati al benessere della comunità, agli stili di vita e alla mobilità sostenibile; porsi come interlocutore per co-progettare insieme a istituzioni e altri enti la riqualificazione di centri sociali, parchi e spazi urbani; istituire un osservatorio sullo sport per capire come cambiano le tendenze, i bisogni e il modo di praticare l’attività fisica da parte delle persone.

Nel corso della serata la riforma del Terzo Settore è stata oggetto di un primo approfondimento sul piano normativo e fiscale, tradotto – per i non addetti ai lavori – dalla consulente di Arsea Annamaria Crisalli, che ha esposto i principali cambiamenti e requisiti richiesti alle associazioni sportive che decideranno di aderire al codice degli enti del Terzo Settore.

 





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