Fiom/Cgil Modena: il piano di CNHI deve cambiare per il futuro industriale e occupazionale


Si sono svolte tra ieri e lunedì le assemblee della Fiom Cgil tra i lavoratori di Cnh Industrial nei due stabilimenti modenesi di via Pico Della Mirandola e San Matteo rivolte ai 1.700 addetti complessivi per illustrare il piano industriale del Gruppo 2019-2022 e le criticità in esso contenute. Alle 5 assemblee Fiom/Cgil hanno partecipato oltre 500 lavoratori.

“La Fiom Cgil sottolinea lo scostamento tra il piano finanziario presentato a inizio settembre con tutti gli indicatori in forte crescita (fatturato, Ebit, rendimento delle attività industriali), piano accolto con favore da borsa e azionisti con tanto di brindisi, e il piano produttivo ed occupazionale illustrato a Torino il 1° ottobre che presenta invece un conto salatissimo ai lavoratori del gruppo con chiusure di stabilimenti, esuberi di personale e ricorso ad ammortizzatori sociali.
Infatti – afferma una nota del sindacato –  il piano industriale prevede la chiusura entro la fine del 2022 dello stabilimento di Pregnana Milanese (260 addetti), la trasformazione del sito produttivo di San Mauro Torinese in piattaforma logistica, che non sarà in grado di riassorbire tutti i lavoratori presenti oggi nel plant, l’apertura di nuove procedure di cassa integrazione a San Mauro e incertezze su altri stabilimenti legate all’andamento del piano in relazione al mercato”.

“A Modena al momento non sono previsti tagli, ma da questo piano industriale ne escono più deboli tutti i lavoratori, per una riduzione della capacità industriale istallata di CNHI, in quanto nel 2019 è obiettivo della proprietà procedere allo spin off di Iveco. Sono anni che CNHI ristruttura basti pensare alle chiusure di Imola e Irisbus.
Le organizzazioni sindacali unitariamente hanno già inviato una richiesta di incontro urgente al Mise ed è bene che il Governo faccia la sua parte e convochi immediatamente l’azienda per cambiare il piano industriale garantendo l’occupazione. L’assemblea dei lavoratori modenesi – prosegue il sindacato – ha perciò condiviso le preoccupazioni della Fiom Cgil e la decisione di una prima iniziativa di sciopero di 2 ore martedì 15 ottobre in entrambi gli stabilimenti e per tutti i turni (del mattino e giornalieri dalle ore 10 alle 12, mentre le ultime due ore del turno per i turnisti del pomeriggio e della notte)”.

Martedì 15 ottobre è prevista una manifestazione con corteo che partirà dall’ingresso Cnh di via Ramelli alle ore 10 per svoltare su via Pico Della Mirandola e tenere un presidio nel piazzale davanti allo stabilimento (dove contestualmente si terrà anche una conferenza stampa).  Presenti, oltre ai lavoratori in sciopero, i segretari della Fiom Cgil di Modena Cesare Pizzolla e della Fiom Cgil dell’Emilia Romagna Samuele Lodi e la segretaria della Cgil di Modena Manuela Gozzi.

“Saranno presenti alla manifestazione anche delegati delle aziende modenesi dell’indotto CNHI in quanto questo piano industriale rischia di avere ricadute anche su di loro. Lo sciopero del 15 ottobre non vuole essere solo in solidarietà con i lavoratori che vedono a rischio l’occupazione, ma – conclude Fiom Cgil Modena – per aprire un confronto sul futuro industriale e occupazionale del Gruppo CNHI in Italia”.