“La questura di Modena sia elevata in fascia A”. Lo chiede il sindaco alla ministra dell’Interno


“La questura di Modena sia elevata in fascia A con il conseguente automatico incremento dell’organico in tutti i ruoli”. A chiederlo è il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli che nei giorni scorsi ha scritto alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese per sollecitare un riscontro urgente sugli organici delle forze dell’ordine e il passaggio di fascia per la questura di Modena cosa che “è evidente, richiede risorse e volontà politica che nel precedente Governo sono totalmente mancate”. Lo ha sottolineato il sindaco rispondendo giovedì 12 dicembre in Consiglio comunale a un’interrogazione firmata da Antonio Carpentieri e Federica Venturelli del Partito democratico.

L’istanza, evidenziando un aumento della criminalità in tutta la provincia e la complessiva carenza di organici delle forze dell’ordine a livello locale; chiedeva al sindaco “la reale situazione degli organici nel modenese; se il Comune intende continuare ad intervenire con il Ministero dell’Interno per richiedere un aumento degli organici e l’elevazione di fascia della Questura di Modena; quali le azioni intraprese dall’Amministrazione in maniera complementare a quelle di competenza dello Stato per implementare le sicurezze urbane”.
Dopo aver riassunto l’andamento dei reati sul territorio, il sindaco ha ricordato che gli organici della Questura di Modena sono ancora allineati alle 350 unità previste in base a un decreto ministeriale che risale all’89, “ma in trent’anni il territorio provinciale è profondamente cambiato e quell’organico (a cui per altro mancano 12 unità, secondo i sindacati e quest’estate non sono nemmeno arrivate le tradizionali unità di rinforzo) non può soddisfare le esigenze di un territorio provinciale con oltre 700 mila abitanti e le esigenze di cittadini e imprese; le criticità aumentano se si considera che sul personale della Questura si concentra anche la mole di lavoro necessaria al rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno e alla pratiche per i richiedenti asilo”.

I dati forniti dalla Questura sul piano di potenziamento degli organici 2019/2020, che però non compensano pensionamenti e trasferimenti, parlano invece di una decina di agenti (due a dicembre, gli altri ad aprile) aggiuntivi per Questura e Commissariati; due per la Polizia stradale; uno (ad aprile) per la Polizia postale. Per quanto riguarda l’Arma dei Carabinieri, presente sul territorio comunale con tre livelli di Comando (Comando Provinciale, Compagnia di Modena e Stazione Carabinieri Principale a cui si affiancano quelle di viale Tassoni e Modena San Damaso) si registra una carenza di circa il 15% che sale al 19% nel Corpo della Guardia di Finanza in ambito provinciale. La dotazione organica della polizia penitenziaria a cui compete la Casa Circondariale Sant’Anna, è di 216 operatori a fronte dei 257 previsti.

Sul versante di quanto sta facendo l’amministrazione comunale, il sindaco ha ricordato l’aggiornamento del Piano comunale delle Sicurezze con l’aumento del personale di Polizia locale (sono in corso le selezioni), le iniziative di tipo sociale, di riqualificazione urbana, il potenziamento delle tecnologie e in particolare della videosorveglianza che ad inizio 2020 conterà oltre 300 e attualmente vede lavori in corso in diverse zone: viale Gramsci, viale Medaglie d’oro, tra via Rimembranze e corso Canalchiaro, via Fonte Raso e viale Vittorio Veneto, oltre che a Cittanova. “Procedono inoltre gli investimenti sulla rigenerazione urbana e sul recupero delle periferie e infine, ma non certo per importanza – ha osservato Muzzarelli – il Comune continua ad investire sulla partecipazione dei cittadini attraverso le associazioni e con i gruppi di Controllo di vicinato che sono già 80 e coinvolgono complessivamente 2000 persone”.

Il quadro dei dati sui reati, fornito dalla Prefettura, parla invece di una complessiva diminuzione dei delitti nel 2018, che per la città di Modena si attesta sul 2,8%, ma in cui i reati predatori pesano per il 60 per cento. Considerando l’anno in corso e focalizzando l’attenzione sui cosiddetti “street crimes” nel territorio comunale, confrontando i 12 mesi luglio 2017 – agosto 2018 con l’analogo periodo 2018-2019 emerge che, pur in diminuzione del 5%, il numero dei furti resta alto (circa 7.500); in diminuzione anche i reati di ricettazione (da 88 a 68), mentre aumentano di quasi il 5% i reati legati agli stupefacenti (da 190 a 199), del 5% le rapine (da 150 a 185), del 13% le estorsioni (da 36 a 41) e restano pressoché invariate le truffe (circa 500).

Il sindaco ha dunque osservato che i furti hanno “hanno un carattere statisticamente prevalente nel quadro dei reati predatori rappresentando il fattore di maggiore allarme sociale”. Proprio sui furti in sede di Cosp, Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica si sono svolti diversi incontri anche con le associazioni di categoria di impresa, commercio, agricoltura, proprietà edilizia, inquilini e amministratori di condominio; inoltre la Camera di Commercio ha approvato il nuovo bando Fondo per la Sicurezza che prevede un aumento dei contributi massimi per l’installazione di sistemi antirapina nelle aziende.
Inoltre nel 2018 e nei primi quattro mesi del 2019 sono stati adottati complessivamente 201 provvedimenti di allontanamento e 15 daspo urbani dal Questore, anche sulla base di provvedimenti della Polizia Locale.

In ambito di Cosp nascono anche protocolli d’intesa importanti come Controllo di vicinato, Sicurezza nelle discoteche, Mille Occhi sulla Città, Scuole sicure; sono attivati progetti e iniziative, coordinate dalla Prefettura, con l’obiettivo di implementare il Patto per Modena Sicura che a breve verrà rinnovato con la sottoscrizione di tutti i soggetti coinvolti e alla presenza di un rappresentante del Ministero come richiesto dal sindaco Muzzarelli alla ministra Lamorgese.

Per la Lega, ottenendo la trasformazione in interpellanza, il capogruppo Antonio Baldini ha rilevato “la scarsa fiducia che i cittadini hanno nel governo in materia di sicurezza e quindi non sempre denunciano”; ha collegato l’escalation di furti in abitazione “con la mancata regolazione dell’immigrazione nel corso degli anni” e ha auspicato che “si abbandoni il concetto di questure di fascia A e B, un parametro ottocentesco che ha fatto il suo tempo” riconoscendo che “si rende necessario uno sforzo nelle assunzioni, “a Modena – ha detto – ne servirebbero 25 in più, mentre nel 2030 avremo a livello nazionale 40mila pensionamenti”.

L’interrogante Carpentieri, capogruppo del Pd, si è innanzitutto dichiarato soddisfatto “di apprendere dell’imminente rinnovo del Patto per Modena Sicura e della collaborazione tra Forze dell’ordine” e si è augurato che “la ministra Lamorgese risponda al sindaco, diversamente da quanto non è riuscito a fare il precedente ministro dell’Interno”, mentre secondo la sua esperienza “gli autori dei reati che creano allarme sociale spesso e volentieri sono soggetti comunitari anche se non italiani”.

Concludendo il sindaco ha sottolineato i positivi risultati raggiunti, come dimostrano le operazioni condotte negli ultimi giorni, sul fronte della lotta allo spaccio, grazie alla proficua collaborazione con la Questura. “E il rinnovo del Patto sarà – ha affermato – un’ulteriore conferma sul fronte dell’impegno e della collaborazione tra Forze dell’ordine”. Ha infine invitato a guardarsi da certi stereotipi, falsi, che imbarbariscono le relazioni umane e riguardo fenomeno dell’immigrazione, in particolare, ha parlato innanzitutto della necessità di creare percorsi di inclusione e di lavoro, una strada impegnativa ma che non conosce alternative se teniamo al futuro della nostra comunità”.