Acconciatura ed estetica, CNA chiede all’Amministrazione Comunale l’adeguamento del Regolamento

L’ultima versione è del 2004. Tanti, troppi anni fa per mestieri e abitudini di consumo che in quindici anni sono cambiati profondamente. I mestieri sono quelli dell’acconciatore, dell’estetista e del tatuatore, la versione è quella del regolamento comunale che sta alla base non solo dell’apertura, ma anche della normale conduzione di queste attività, opportunamente soggette a diversi tipi di controlli.

“Nei giorni scorsi – racconta Luisa Burani, responsabile di CNA Benessere e Sanità, l’Unione che coinvolge queste professioni – abbiamo scritto all’Assessore Carla Ludovica Ferrari per chiedere l’apertura di un tavolo che porti ad un aggiornamento del regolamento comunale. Che, peraltro già prevede la sua composizione, affidata ad una commissione consultiva di cui deve fare parte l’Amministrazione, le associazioni di rappresentanza dell’artigianato, i sindacati e la polizia municipale”.

Secondo l’Associazione, sono numerosi i punti del regolamento vigente meritevoli di una revisione, in alcuni casi anche sostanziale. Ad esempio, per ciò che riguarda una scheda delle sanzioni (ad oggi non predeterminate) e la specificazione delle attività di controllo. “Non solo questo – sottolinea Burani – Chiediamo che siano meglio definiti i requisiti delle attività riguardanti l’estetica, a cominciare dai criteri igienici dei locali e delle attrezzature. E, a proposito di queste ultime, vale la pena osservare come lo sviluppo tecnologico nel settore sia stato tanto repentino e profondo che si rende necessaria anche una rivisitazione dell’elenco degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico e sull’utilizzo delle attrezzature necessarie per il trucco semipermanente”.

“Sia ben chiaro – chiosa Luisa Burani – che siamo assolutamente favorevoli a controlli in questo ambito, controlli necessari non solo per la tutela dei consumatori, ma anche delle imprese vere (in provincia di Modena nel settore lavorano più di 1.500 imprese), quelle subiscono la concorrenza sleale di realtà abusive o comunque che praticano la loro attività senza troppi scrupoli, facendo leva esclusivamente sul prezzo, a scapito di professionalità e sicurezza”.