Sabato, in Biblioteca Panizzi a Reggio, “Alla scoperta di Leonardo scultore” con Edoardo Villata

Ultimi giorni  per visitare la  mostra  promossa  e organizzata dalla biblioteca Panizzi  di Reggio Emilia “Un fisico reggiano a Parigi. Giovanni Battista Venturi e una nuova immagine di Leonardo da Vinci” allestita in biblioteca  fino al 19 gennaio. Ideata e curata da Roberto Marcuccio e Chiara Panizzi, articolata in sei sezioni, la mstra si propone di offrire alcune chiavi di lettura dell’opera e della fortuna di Leonardo, valorizzando materiali poco noti del patrimonio librario e iconografico della Biblioteca e di far conoscere la figura di Venturi, che per primo studiò a Parigi, nel 1797, i manoscritti di Leonardo che i francesi avevano requisito a Milano.

Proprio a Leonardo Scultore è dedicato l’incontro con uno vero specialista dell’argomento Edoardo Villata (Università Cattolica di Milano) in programma sabato 18 gennaio alle ore 17.00, in Biblioteca Panizzi – Sala del  Planisfero. La più famosa scultura di Leonardo, il monumento equestre a Francesco Sforza, non giunse mai a termine, ma la sua fama rimase intatta per tutto il XVI secolo. Leonardo stesso accenna alla sua attività di scultore, e le fonti cinquecentesche menzionano statue in terracotta e cera di sua mano. Il dibattito si è ultimamente focalizzato su questo tema, con nuove proposte che saranno esaminate in questa occasione.

L’importante relatore  Edoardo Villata (Roma 1971) insegna dal 2004 all’Università Cattolica di Milano. È autore di numerosi contributi in volumi miscellanei, riviste e cataloghi di musei e di mostre, nonché di diversi libri, tra cui: Leonardo da Vinci, I documenti e le testimonianze letterarie, Milano 1999; Macrino d’Alba, Savigliano 2000; Gaudenzio Ferrari Gerolamo Giovenone. Un avvio e un percorso, Torino 2004 (con Simone Baiocco); Tristezza della resurrezione. Bramantino negli anni di Ludovico il Moro, Milano 2012; Leonardo, Roma 2015; Minimalismo della “terribilità”. I disegni del Pordenone in Ambrosiana, Roma 2016; Grunewald pittore e mistico tra Lutero e Hindemith, Torino 2018. Ha curato mostre su Leonardo (Archivio di Stato di Firenze, 2005; Biblioteca Ambrosiana di Milano, 2009 e 2011; Biblioteca Trivulziana di Milano, 2013; Palazzo Reale di Milano e Galleria d’Arte Moderna di Palermo, 2019-2020, mostra multimediale realizzata con il collettivo Studio Azzurro), nonché sul pittore seicentesco Luigi Reali e sulla scultura lignea in Canton Ticino (Rancate, Pinacoteca Cantonale “Giovanni Zust”, 2008 e 2016).

 

LA MOSTRA. La mostra, realizzata con il sostegno di Iren, resterà aperta fino al 19 gennaio negli orari di apertura della biblioteca con ingresso libero. L’esposizione, realizzata con il patrocinio del Comitato nazionale per il V centenario dalla morte di Leonardo da Vinci e la collaborazione del Comitato di Reggio Emilia e Guastalla della Società Dante Alighieri, prende il via con un profilo biografico e intellettuale di Venturi che, dopo gli studi con Corti e Spallanzani, contribuisce a “svecchiare” il metodo d’insegnamento della fisica all’Università di Modena (in mostra anche le tesi dei suoi alunni), da adulto viaggia molto (Parigi, la Svizzera) e, una volta in pensione, si dedica a pubblicare molte delle sue opere. In particolare, durante il soggiorno parigino Venturi studia e trascrive i codici di Leonardo e acquisisce il grande merito di esaminare per primo con sistematicità la componente scientifica degli scritti vinciani e farne oggetto di comunicazione al mondo degli studi. La mostra poi prosegue focalizzandosi sulla figura e l’immagine di Leonardo, attraverso le testimonianze della Biblioteca Panizzi prima e dopo Venturi. È esposta la prima edizione del Trattato della pittura, pubblicata a Parigi nel 1651 e illustrata su disegni di Poussin (prestito del Museo della scienza e della tecnologia di Milano). Lo stesso modello si ritrova nel bellissimo manoscritto appartenuto a Venturi e risalente agli inizi del secolo XVIII. Inoltre è stata ricostruita a campione la “biblioteca ideale” di Leonardo, con gli autori e le opere che concorsero a determinarne la formazione di grande autodidatta. In mostra anche opere di Ovidio, Plinio il Vecchio, Dante, Luca Pacioli e altri, contenute in preziose edizioni antiche della Panizzi.

Chi, oltre Venturi, ha contribuito a costruire la nostra immagine di Leonardo? Per rispondere a questa domanda,vengono proposte opere, edizioni e testimonianze apparse fra Ottocento e Novecento, a partire dall’opera di Giuseppe Bossi sul Cenacolo, passando per l’antologia e la biografia vinciane del modenese Edmondo Solmi, senza dimenticare i reggiani Giovanni Costetti e Prospero Carri, per arrivare a Carlo Pedretti e, a conferma dell’intramontabile fama popolare di Leonardo, a Dan Brown e Stilton.

Una sezione iconografica, costituita da preziose stampe della Panizzi e del Liceo artistico Chierici, si svilupperà parallelamente alle sezioni precedenti, per mostrare come Leonardo abbia affascinato tanti incisori, dal Seicento all’Ottocento, che hanno voluto “tradurre” sulla lastra di rame ritratti, autoritratti, dipinti e disegni del grande maestro di Vinci. Non poteva mancare un ritratto di Venturi, dipinto ad olio da Prospero Minghetti e conservato presso i Musei civici reggiani. www.bibliotecapanizzi.it