Il sindaco Menani in merito al Centro di Procreazione Assistita a Sassuolo


“Tante belle parole, tanti buoni propositi ma assolutamente nessun fatto anzi: una melina stucchevole volta, probabilmente, solo a scavalcare la data delle elezioni”. Il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani, in questo modo, parla di una storia lunga circa un anno e mezzo che avrebbe dovuto gettare le basi per un nuovo centro di Procreazione Assistita a Sassuolo e che, al contrario, ancora non è stata affrontata nonostante i numerosi solleciti e le rassicurazioni provenienti dall’Assessore regionale alle Politiche per la Salute Sergio Venturi.

“Nel Luglio del 2018 – chiarisce il Sindaco di Sassuolo – il Direttore Generale dell’Ospedale di Sassuolo Bruno Zanaroli invia una lettera indirizzata all’Assessore Venturi in cui annuncia di aver individuato, nell’ambito del piano strategico/industriale 2018/2020 dell’Ospedale, uno specifico progetto di attivazione di un centro di Procreazione Medicalmente Assistita. Un piano che, nel suo complesso, è orientato a garantire nel triennio l’equilibrio di bilancio. Un progetto che partirebbe dalla cessione in diritto di superficie di un’area, di proprietà del Comune di Sassuolo, adiacente all’ospedale, su cui costruire la nuova struttura, per un investimento di circa 3 milioni di euro, all’interno della quale occupare non meno di 10 nuovi posti di lavoro ed acquistare nuove tecnologie per circa 700.000 €. Il 28 giugno del 2019, dopo circa un mese dalla mia elezione, il Direttore Generale mi ha interessato della questione, inviandomi copia della lettera alla quale mai ha ricevuto risposta. Dopo vari tentativi di contattarlo riusciamo ad incontrare l’Assessore Venturi il 3 ottobre a cui avrebbe dovuto seguire un ulteriore incontro in breve tempo. Dopo averlo rincorso per diverso tempo, riusciamo a fissare l’appuntamento per il 16 dicembre; incontro che è stato rinviato e mai più convocato nonostante numerose sollecitazioni.

A dieci giorni dalle elezioni – prosegue il Sindaco – ancora attendiamo una cortese e doverosa risposta ad una lettera datata luglio 2018. Credo, sono certo, che sarebbe stato più corretto da parte di chi rappresenta un’Istituzione come la Regione Emilia Romagna, rinviare l’argomento a dopo le elezioni sin dal primo momento anziché attuare una sorta di melina che non solo offende chi ha un’idea, un progetto e vuole realizzarlo, ma soprattutto fa perdere tempo prezioso a tutti”.