La Guardia di Finanza di Bologna denuncia tre persone per bancarotta fraudolenta


I militari della Guardia di Finanza di Bologna hanno dato esecuzione, su disposizione del Giudice per le indagini preliminari Sandro Pecorella, ad un provvedimento di sequestro preventivo di un’attività alberghiera e di ristorazione, del valore di circa trecentomila euro, esercitate a San Giovanni in Persiceto, nei confronti di tre soggetti coinvolti, a vario titolo, nel fallimento di una società SRL.

Le indagini svolte dalle fiamme gialle del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bologna, sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, nella persona del Sostituto Procuratore Silvia Baldi, hanno permesso di accertare come un imprenditore campano (D.M.A. classe 65 residente a Napoli), attraverso due prestanome (B.E. classe 80 e M.A. classe 74 ambedue residenti a Napoli), avesse rilevato la società che gestiva l’albergo-ristorante dalla vecchia proprietà, ad un prezzo che teneva conto della situazione patrimoniale deficitaria in cui la stessa si trovava, con impegno a coprire le perdite fino ad allora accumulate. In realtà, l’azienda non veniva ricapitalizzata e, pochi mesi dopo l’acquisizione, subiva l’espropriazione dei due rami d’azienda (albergo e ristorante), ceduti a due nuove società appositamente costituite – riferibili sempre allo stesso imprenditore – senza però che all’operazione corrispondesse il versamento del relativo prezzo. La SRL, rimasta priva delle uniche fonti di reddito e piena di debiti, veniva quindi lasciata al fallimento che, alla data della sua dichiarazione, vedeva i creditori esposti verso la società per circa € 400 mila. Nel contempo, la documentazione contabile non veniva consegnata al curatore fallimentare nominato, al fine di ostacolare la ricostruzione dei flussi relativi all’ultimo periodo e, in particolare, alle citate cessioni dei due rami d’azienda.

Contestualmente al sequestro, sono in corso di esecuzione anche perquisizioni locali (in Emilia Romagna, Campania e Lazio) nei confronti non solo dei tre indagati ma anche di altri soggetti che a vario titolo sono stati coinvolti nelle operazioni.

L’operazione odierna si inquadra nel più ampio dispositivo di polizia economico-finanziaria predisposto dalla Guardia di Finanza a tutela dell’economia legale, restituendo all’economia lecita i beni sottratti attraverso comportamenti illeciti e in danno dell’iniziativa imprenditoriale condotta nel rispetto delle regole.