
Era il 1949 quanto Munari progettò per la prima volta una serie di libri illeggibili, opere che rinunciano alla comunicazione testuale a favore della sola funzione estetica. Come in una composizione musicale, con varietà di timbri e ritmi, ogni pagina genera meraviglia ed infinito stupore. Addio al colophon, al frontespizio, alle lettere, alle parole, alle immagini.
Il laboratorio, avviato nel mese di ottobre e concluso a dicembre 2019, condotto da Simona Negrini, coordinatrice della Fabbrica, ha visto la partecipazione di 200 ragazzi autori di 47 libri illeggibili, opere suggestive, uniche ed originali per forme, colori e materiali, realizzati con oltre 60 materiali di scarto, sfridi e cascami di origine industriale provenienti dall’emporio dei materiali di scarto della Fabbrica. Un’esperienza multi-sensoriale partecipata che sottolinea l’importanza dell’opera “manuale” del valore del fare senza regole prestabilite attraverso giochi creativi di costruzione e de-costruzione liberamente guidati da emozioni, sensazioni e percezioni.
L’esposizione dei lavori realizzati, correlati da video e interviste fatte ai ragazzi durate i laboratori, verrà presentata a genitori e amici lunedì 11 febbraio dalle ore 17 e rimarrà in mostra fino a fine marzo; visitabile nei giorni e orari di apertura della scuola.
Un ringraziamento speciale va alla Dirigente scolastica Rossana Poggioli ai docenti di Arte e Immagine in particolare alla Prof.ssa di italiano Alessia Benincasa .

