Coronavirus, S.I.Cobas: “stato di agitazione nazionale”


Il S.I. Cobas ha aperto lo stato di agitazione nazionale per la tutela della salute degli operai, costretti a lavorare come se nulla fosse, accalcati a centinaia nei magazzini e nelle fabbriche di tutta Italia, spesso senza alcun dispositivo di protezione. In ogni luogo dove non siano rispettate le norme sanitarie il sindacato invita a fermarsi.

“È evidente che i veri untori sono i padroni e che la responsabilità dell’estendersi del contagio in questi giorni è imputabile principalmente alla fame di profitto di Confindustria – afferma S.I. Cobas – Stamattina, dopo aver richiesto per giorni adeguate protezioni al magazzino Transmec di Campogalliano senza che venisse data alcuna seria risposta, è scattato lo sciopero. Non si lavora finché non ci sono guanti, mascherine, carta igienica e sanificazione dei locali. La stessa situazione si ripete in tutto il paese.

Anche noi vogliano restare a casa! – conclude – S.I. Cobas – Chiudiamo le fabbriche!”