Autotrasporto, Ruote Libere: “Fondi all’autotrasporto, mettere da subito in pratica l’appello della Corte dei Conti e rivedere l’intero modello”


“Condividiamo in pieno la tesi espressa nell’ultima relazione della Corte dei Conti sugli interventi a favore dell’autotrasporto. La Corte dei Conti infatti critica, come già avvenuto in passato, il modello delle erogazioni a pioggia al settore, la mancanza di sostegni strutturali, l’inadeguatezza dei controlli e i ritardi anche di anni nella erogazione dei benefici. Sono rilievi che da tempo abbiamo per primi evidenziato come operatori del settore e che attendono soluzioni”. A parlare è la portavoce di Ruote Libere, Cinzia Franchini.

“L’autotrasporto necessita certamente di agevolazioni che consentano agli imprenditori di poter essere competitivi in un mercato globale sempre più agguerrito dove i costi massimi, dal carburante ai pedaggi e la pressione fiscale, portano  i nostri operatori fuori mercato – afferma Cinzia Franchini -. Detto questo, i meccanismi con cui oggi questi fondi vengono assegnati sono barocchi, funzionali al mantenimento di strutture intermedie come i Consorzi di servizio e le Associazioni di categoria e spesso le risorse pubbliche finiscono nelle tasche degli autotrasportatori notevolmente decurtate e dopo anni. Come sottolineato dalla Corte dei Conti l’intero modello va rivisto partendo da due assi strategici: i rimborsi per i pedaggi autostradali e la formazione. Sui pedaggi occorre smantellare un sistema governato dai Consorzi di servizi, ai quali gli autotrasportatori sono costretti ad associarsi per avere gli sconti, e passare a un meccanismo semplice e immediato che preveda sconti diretti, praticati dai Concessionari e non dallo Stato, al casello attraverso il Telepass. D’altra parte sul tema della Formazione la parola d’ordine è semplificazione: occorre snellire i meccanismi che hanno consentito ai cosiddetti professionisti della formazione di creare un gigantesco business, sempre strettamente legato al mondo dell’associazionismo di categoria, e semplificare le procedure con crediti di imposta riconosciuti direttamente agli imprenditori. L’attuale modalità inoltre ha purtroppo consentito negli anni il moltiplicarsi di corsi farlocchi, con aule piene solo sulla carta anche a causa di controlli quasi inesistenti. Quello che serve dunque è un cambio di paradigma profondo e indispensabile, ma che sinora ha trovato le resistenze dettate unicamente dagli interessi economici di chi grazie alle regole esistenti prospera e fa guadagni”.