Colorobbia Italia S.p.A, raggiunto accordo: ritirati i 59 licenziamenti


Nella giornata di lunedì 27 luglio 2020 si è raggiunto l’accordo per l’abbandono della procedura dei 59  licenziamenti  della Colorobbia Italia S.p.A, colorificio di Fiorano Modenese.

Colorobbia Italia Spa con lettera del 17 gennaio 2020, aveva avviato una procedura di licenziamento collettivo, dichiarando un esubero di 59 unità lavorative suddivise tra gli stabilimenti di Fiorano Modenese, Sovigliana-Vinci e Montelupo Fiorentino (Fi).

Dopo una lunga serie di incontri  nella  giornata di lunedì scorso, in modalità video/audio conferenza, alla presenza dei sindacati territorialmente competenti Filctem Cgil e Uiltec Uil, Rsu di Gruppo, direzione aziendale, associazioni datoriali si è raggiunto un’importante accordo, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che  prevede il  ritiro della procedura dei licenziamenti collettivi, a fronte di un percorso di Cigs per crisi aziendale di durata di 12 mesi, durante il quale ci saranno incontri volti ad informare sugli sviluppi strategici dell’impresa e dei relativi investimenti, possibile attivazione di piani formativi per il personale interessato, strumenti atti a limitare l’eventuale impatto sociale. A questo riguardo l’azienda ha sottolineato la centralità/strategicità dei siti italiani e ribadito la ferma intenzione di riprendere al meglio delle capacità produttive, in relazione al mercato di riferimento.

Inoltre, l’accordo prevede l’anticipo della Cigs alle normali scadenze mensili e la rotazione che sarà effettuata su 308 lavoratori in totale.

“L’importante risultato raggiunto grazie in particolare all’impegno della Filctem Cgil, della Rsu, nonché dei  lavoratori e lavoratrici che hanno sostenuto le nostre ragioni a tutela dell’attività produttiva e dei lavoratori.

Resta inteso che le Organizzazioni sindacali, Rsu e lavoratori “incalzeranno” la direzione aziendale affinché si determini un importante piano industriale finalizzato al consolidamento e sviluppo dell’impresa  e alla salvaguardia di tutti i livelli occupazionali”.