Porta Aperta all’R-Nord per rispondere alle persone senza dimora

R-Nord (foto T. Moro)

“I volontari di Porta Aperta, durante l’attività svolta con l’Unità di strada nell’ambito del Piano di accoglienza invernale, si sono recati all’R-Nord in alcune rare occasioni in seguito a segnalazioni pervenute dalle stesse persone senza dimora. È quindi evidente che questa attività non ha assolutamente alcuna relazione con i problemi di ordine pubblico della zona, anzi i volontari ritengono che proprio queste attività, che mirano a evitare forme di emarginazione e a promuovere l’inclusione, potrebbero essere uno dei contributi più importanti per risolvere i problemi di sicurezza delle periferie cittadine”.

Lo ha sottolineato l’assessora alle Politiche sociali Roberta Pinelli rispondendo durante il Consiglio comunale di venerdì 11 giugno all’interrogazione illustrata da Beatrice De Maio di Lega Modena. La consigliera facendo riferimento “ai problemi di micro-criminalità e spaccio nella zona di viale Gramsci” e a segnalazioni dei residenti della zona riguardanti la presenza di un furgone di Porta Aperta che avrebbe distribuito “cibo e bevande calde a coloro che, proprio nei pressi di R-Nord, sono noti per svolgere attività illegali, prima tra tutte lo spaccio” ha chiesto all’assessore competente chiarimenti in merito. La consigliera ha inoltre colto l’occasione per ribadire “l’esigenza di un presidio fisso delle Forze dell’ordine nell’area R-Nord-viale Gramsci”
“Porta Aperta – ha spiegato Roberta Pinelli – è un’associazione di volontariato, promossa dalla Diocesi di Modena, che opera dal 1978 a favore delle persone che vivono in condizione di marginalità e collabora col Comune di Modena in diversi progetti: Accoglienza invernale, appartamenti di Housing first, Unità di strada professionale. Grazie a 80 volontari, Porta Aperta assicura un servizio di strada durante tutto l’anno”. Durante l’inverno l’attività dell’unità di strada volontaria si svolge nell’ambito del progetto di Accoglienza invernale, con lo scopo di avvicinare le persone senza dimora là dove sono, instaurare con loro un rapporto di prossimità per orientarle verso i servizi pubblici o del Terzo Settore con l’obiettivo di costruire percorsi alternativi alla strada. Inoltre, l’attività delle unità di strada è volta anche a tutelare la salute, e qualche volta la vita delle persone, fornendo cibo e bevande calde, coperte ed abiti pesanti e nel verificare che non siano in condizione di ipotermia.
I volontari escono di notte (tra le 22 e le 24), visitando i luoghi rifugio per chi vive sulla strada; spesso le segnalazioni, oltre che dai servizi o dalle forze dell’ordine, giungono dai cittadini o dagli stessi homeless. Sono solitamente una ventina i luoghi visitati e, al di là di questi, è accaduto che in alcune occasioni i volontari di Porta Aperta abbiano fatto sosta all’Erre Nord in seguito a segnalazioni giunte dalle stesse persone senza dimora.
Dopo la trasformazione in interpellanza, Vincenzo Walter Stella (Sinistra per Modena) ha insistito sul fatto che, nonostante “fosse una zona non concordata”, Porta aperta si è probabilmente portata all’R-Nord “perché ha ricevuto una segnalazione, anche se da soggetti diversi dal Comune” e ha convenuto sul fatto che “un presidio fisso delle forze dell’ordine scoraggerebbe i malintenzionati”.
Concordando sull’utilità di un presidio fisso, “una soluzione che altrove è stata applicata con successo”, Andrea Giordani (Movimento 5 stelle) ha auspicato che si “trovi un modo definitivo per risolvere i problemi della zona. I cittadini segnalano attraverso i social anche – ha detto – per richiamare l’attenzione su quello che accade.
Antonio Carpentieri (Pd) ha proposto di verificare l’eventuale presenza in zona di senzatetto che avessero bisogno di aiuto perché “il problema sociale è presente, così come il tema della sicurezza è da monitorare”. Sull’episodio, ha espresso dubbi sulla possibilità che le persone aiutate da Porta aperta fossero realmente malviventi.
Sottolineando che i residenti sono “esasperati”, Piergiulio Giacobazzi (Forza Italia) ha osservato: “Nessuno attacca l’operato di Porta Aperta, però c’è stato un errore nella gestione di una situazione che purtroppo ha tolto in quell’occasione, e forse in altre, un sostegno di cui tanti senzatetto hanno bisogno per aiutare persone che non dovrebbero stare lì, ma in carcere”.
“Porta aperta svolge un servizio importante, ma che c’è stato errore, per quanto isolato”: ha osservato Giovanni Bertoldi (Lega Modena) affermando che “il Comune è inerte mentre la situazione nella zona diventa sempre più complicata. Nonostante i proclami, rimangono i problemi”.
Paola Aime (Verdi) ha ricordato la mission di Porta aperta: “Dare una mano a chi chiede aiuto: non è compito certo dell’associazione indagare sulle persone”. Per questo, ha detto di non criticare “la condotta di Porta aperta e il sostegno dato, chiunque fosse la persona che lo ha ricevuto”.
In replica, De Maio ha precisato che l’obiettivo “era farsi portavoce delle richieste dei cittadini che sollecitavano chiarimenti su quanto successo”, sottolineando comunque “l’azione meritoria di Porta aperta”, la consigliera ha fatto presente che i residenti vivono in una situazione di disagio.