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La Professoressa Elisa Molinari di Unimore nel Comitato Scientifico del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del MUR



Elisa Monari (foto: max-centre.eu)

Si è svolta venerdì 18 giugno, alla presenza della Ministra Maria Cristina Messa, la prima riunione del Comitato Scientifico del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza istituito per supportare il coordinamento dell’attuazione delle misure di competenza del Ministero dell’Università e della Ricerca, in particolare quelle indicate all’interno della componente “Dalla Ricerca all’Impresa” della Missione 4-Istruzione e Ricerca, che andranno a dottorati e progetti per giovani ricercatori; a partenariati tra Università, enti di ricerca, imprese; a centri e reti di ricerca e per l’innovazione, infrastrutture di ricerca e partenariati europei.

Il Comitato, composto da otto esperti ed esperte di comprovata qualificazione scientifica e professionale, vede la presenza della Professoressa Elisa Molinari, Ordinaria di Fisica della Materia presso il Dipartimento di Scienze Fisiche, Informatiche e Matematiche.

“La nomina della Prof.ssa Molinari – afferma il Magnifico Rettore Unimore, Prof. Carlo Adolfo Porro – è un riconoscimento assai prestigioso per una scienziata di grande valore e serietà e porta Unimore ad un tavolo di grande importanza  nella definizione di obiettivi e strategie che si prefiggono di trainare il Paese nei prossimi anni.

Sono certo che il Comitato tutto – continua il Rettore Porro – opererà al meglio e saprà cogliere le istanze fondamentali che provengono dalle linee governative e dalla comunità accademica”.

“L’obiettivo principale del Board – dichiara la Prof.ssa Elisa Molinari – è assicurare che gli investimenti siano lungimiranti, tali da far crescere le persone e le strutture che svolgono attività di ricerca anche a lungo termine. Investiamo per mettere a punto gli strumenti, tecnologici e anche culturali, per costruire il mondo dei prossimi decenni.

Come in tutto il PNRR, un’attenzione speciale sarà rivolta agli aspetti digitali e ambientali nel senso più ampio.

È molto importante la scelta di rafforzare le strutture pubbliche esistenti e metterle in rete con tutti i soggetti interessati alla ricerca. Dobbiamo far sì che le risorse siano spese presto e bene, tenendo sempre a mente i gap sociali, digitali, territoriali e di genere che ancora ci ostacolano e puntare con decisione a rimuoverli.

“Per la ricerca e l’università del futuro – conclude la Prof.ssa Molinari –   è essenziale saper trattenere e attirare i talenti migliori: è questo il contributo principale che mettiamo a disposizione del sistema produttivo e della società nel suo insieme.

Il PNRR è una opportunità unica per rendere i nostri laboratori sempre più attrattivi investendo in infrastrutture di ricerca, progetti collaborativi, opportunità per i giovani. Su questi temi è previsto un investimento di 11.4 miliardi di euro in 5 anni. Non possiamo sbagliare.”

Elisa Molinari è Professoressa Ordinaria di Fisica della Materia, Dipartimento di Scienze Fisiche Informatiche e Matematiche (FIM) di Unimore e Ricercatrice Associata presso l’Istituto di Nanoscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-Nano) di Modena dal 2001.

Precedentemente ha svolto attività di ricerca presso il CNR a Roma e  presso il Max -Planck Institute a Stoccarda e a Grenoble.

È attualmente Direttrice di MaX – Materials Design at the Exascale, il Centro Europeo di Eccellenza per la simulazione ad alte prestazioni della materia, con sede presso il CNR-Nano di Modena.

Le sue ricerche riguardano le nanoscienze e la comprensione dei fenomeni fisici fondamentali che caratterizzano la materia; la progettazione dei materiali e dei nano-(bio-) dispositivi del futuro; lo sviluppo di metodi computazionali, basati sulla fisica quantistica e il calcolo ad alte prestazioni, anche per applicazioni in chimica, biologia, ingegneria. Su questi temi ha coordinato importanti progetti europei e nazionali, ha pubblicato oltre 250 articoli scientifici su riviste internazionali e ha preso parte in qualità di relatrice invitata a più di 150 conferenze internazionali.