A Toano dopo 15 anni torna il Festival dell’Appennino Reggiano, storica rassegna di canti della montagna



La Pro Loco di Toano è lieta di annunciare la 41ª edizione del Festival Appennino Reggiano, una prestigiosa rassegna nazionale di canti della montagna che torna dopo 15 anni. L’evento si terrà a Toano domenica 9 luglio 2023 con un programma ricco di emozionanti esibizioni corali.

Il Festival Appennino Reggiano ha una lunga tradizione e ha rappresentato, per quaranta anni, uno degli eventi culturali più importanti della zona. La sua prima edizione risale al lontano 1969, e quest’anno celebreremo la 41ª edizione di questa straordinaria rassegna di canti della montagna riprendendo una tradizione che si era interrotta quindi anni fa, nel 2008.

L’evento si aprirà alle ore 09:30 con l’arrivo dei cori a Toano, seguito dai saluti ufficiali dell’Amministrazione Comunale presso la sala Consiliare alle ore 10:00. Alle ore 11:00, nella suggestiva cornice della Pieve di Toano, si terrà una messa cantata dai cori partecipanti.

Dopo la celebrazione religiosa, alle ore 12:30, sarà possibile gustare un delizioso pranzo presso i ristoranti del paese, offrendo un’occasione per socializzare e condividere momenti conviviali.

Nel pomeriggio, alle ore 16:00, si svolgerà la rassegna corale presso la Chiesa di Toano. L’evento sarà presentato da Rachele Grassi e vedrà la partecipazione dei cori locali, tra cui il Coro Le maestà diretto da Paolo Tavars, il Coro Vocilassú diretto da Armando Saielli e il Coro Matildico Val Dolo, diretto da Claudio Beltrame, insieme a cori ospiti come il Coro Montenero di Ponte Dell’Olio (Piacenza), diretto da Mario Azzali e il Coro Montecastello di Parma, diretto da Giacomo Monica. L’ingresso sarà libero per tutti gli appassionati di canti della montagna e della musica corale.

Per tutta la giornata le vie del paese saranno sede di un mercato straordinario.

La manifestazione ha il patrocinio del Comune di Toano, della Provincia di Reggio Emilia e dell’Unione Montana Comuni Appennino reggiano.

Il 41° Festival dell’Appennino Reggiano rappresenta un’importante occasione per apprezzare e valorizzare il patrimonio musicale e culturale delle montagne, attraverso le voci e le armonie dei cori provenienti da diverse regioni d’Italia.

Vi invitiamo a partecipare a questo straordinario evento e ad immergervi nella magia dei canti della montagna. Sarà un’occasione unica per scoprire e far rivivere le tradizioni musicali delle nostre montagne.

Per ulteriori informazioni e dettagli sul 41° Festival dell’Appennino Reggiano, vi preghiamo di contattare la Pro Loco di Toano tramite email all’indirizzo prolocotoano@gmail.com o telefonare al presidente Leonardo Perugi al numero 391 118 0624.

 

I cori partecipanti

Coro Le maestà – Diretto da Paolo Tavars

I suoi componenti provengono dai comuni di Toano, in Provincia di Reggio Emilia, e Palanzano in Provincia di Parma, due paesi dell’Appennino emiliano piuttosto distanti, ma accomunati da antiche tradizioni che hanno il canto tra le espressioni culturali più compiute. I coristi hanno deciso di definire il loro gruppo con la metafora delle maestà, le edicole votive in marmo di Carrara che costellano numerosissime le strade tra le valli dell’Appennino. Il coro è nato nel settembre del 2009; il repertorio è costituito da canti sia della tradizione popolare, sia della tradizione alpina del nord Italia, ma anche da canti d’autore come Bepi de Marzi o Marco Maiero.

 

Coro Vocilassù – Diretto da Armando Saielli 

Il coro, a quattro voci virili, nasce nel 1995 e affonda le sue radici nella grande anima del canto tradizionale del toanese. Il nome è un felice suggerimento del Maestro Bepi De Marzi. È diretto dal 2010 da Armando Saielli. Una storia di concorsi a livello nazionale, tanti eventi e due album realizzati: Vocilassù (2002) e Canto alla vita (2015) ed una nuova strada intrapresa dal Vocilassù che porta il coro a esibirsi in iniziative musicali sotto forma di recital e a collaborare con artisti e musicisti per dare nuova veste musicale cameristica al repertorio di ispirazione tradizionale. Il gruppo sta ampliando il suo repertorio verso canti d’autore italiani e stranieri, con particolare attenzione sia al repertorio popolare legato alla sua terra d’origine che al lavoro di poeti della sua terra.

 

Coro Matildico Val Dolo – Diretto da Claudio Beltrame 

Il coro presenta un repertorio che attinge dalla tradizione popolare del territorio toanese, eseguendo molti dei brani armonizzati dal Maestro Mario Fontanesi, primo direttore del coro Val Dolo, ma anche i brani classici della montagna armonizzati da autori importanti quali De Marzi, Vacchi, Maiero e Malatesta. Si è formato nel 1996 dall’unione di due cori di Toano e da allora ha organizzato e partecipato a numerosi eventi. Nel Luglio del 2017 ha festeggiato, unitamente agli altri cori del Toanese, i cinquant’anni di coralità organizzando una manifestazione in collaborazione con la nota attrice Ivana Monti, storica presentatrice del Festival dell’Appennino Reggiano.

 

Coro Montenero di Ponte dell’Olio – Diretto da Mario Azzali 

Era il 1968 quando un gruppo di amatori del canto spontaneo ebbe una felice intuizione: dar vita ad un coro che nelle fredde sere invernali tenesse unite le persone di una valle fatta di paesini montani, di campanili spersi tra i boschi. Era la Val Nure naturalmente e il gruppo di amici che si trovava la sera a Selva di Ferriere ha scelto di intitolare il coro al monte più vicino e più alto della valle: il Montenero. “Io c’ero” racconta con orgoglio Giorgio Murelli, ora presidente del sodalizio. “C’ero, e fin da subito abbiamo capito quello che volevamo fare: cantare le storie semplici e le atmosfere impalpabili delle melodie del mondo contadino, quelle uscite dalle stalle e dalle osterie, dare loro nuova vita e farle salire sul palcoscenico”. Importantissimo è stato il contributo, del maestro e armonizzatore Arturo Tosi, il nostro primo direttore che ha impostato le voci, insegnandoci i “trucchi del mestiere”, trasformando in pochi anni un gruppo di appassionati del canto, in cantori. A Carlo Conti, primo presidente del sodalizio, va il merito di aver sostenuto e poi guidato il coro Montenero, aiutandolo a crescere e a costruire i legami con altri cori e musicisti. Dagli anni ‘70 il coro cresce: altri amici si aggregano, si canta nei teatri dei paesi, arriviamo in città, arrivano gli applausi, il repertorio si arricchisce e le melodie di vallate si trasformano diventando canti a 4  voci. Incontriamo importanti musicisti che armonizzano i canti che portiamo nei teatri. Arriva un nuovo maestro, don Piero Zanrei, e soprattutto arrivano i giovani, anzi i giovanissimi: è il segno che stiamo scaldando i cuori, che non è più solo musica contadina. Il nome del coro Montenero esce dalla provincia, arriva nelle città di tutta l’Italia del nord. Il maestro Zanrei pretende ed ottiene dai suoi coristi una tecnica sempre maggiore e raffinata. Arrivano i successi, arrivano le vittorie e buoni piazzamenti nei concorsi canori dedicati al canto alpino, tradizionale e folcloristico. Dal 2002 alla morte di Zanrei, la direzione del coro passa a Mario Azzali che già studente aveva cantato nelle file dei baritoni: continua la tradizione, continuano i successi. “Eravamo una dozzina nell’osteria di Selva: negli anni, più di cento coristi hanno cantato nel coro Montenero, sempre presenti alle prove, sempre pronti ad imparare. “Nei nostri primi 50 anni abbiamo cantato in Grecia, in Brasile, in Ungheria, in Croazia; ogni anno organizziamo due rassegne: in autunno quella storica: “Venendo giù dai monti ed in primavera l’ultima nata: “Ponte t’incanta”, che porta la musica corale “in mezzo alle persone”.

 

Coro Montecastello di Parma – Diretto da Giacomo Monica 

Il Coro Montecastello nasce nel 1978 a Neviano degli Arduini, attualmente ha sede a Parma e svolge intensa attività corale su tutto il territorio nazionale e non solo. Il Maestro Giacomo Monica, oltre a dirigere il gruppo corale, ne alimenta il repertorio con brani che sono il frutto del suo prezioso lavoro di ricerca, integrazione musicale ed elaborazione iniziato negli anni ’70, racchiusi nei tre volumi Canti dell’Appennino parmense: la ricerca, l’elaborazione per coro misto e la trascrizione per coro di voci bianche e accompagnamento di pianoforte. Il Coro Montecastello lo diffonde fin dalle sue origini e tanti altri cori, anche non emiliani, vi attingono contribuendo a un’ulteriore divulgazione su tutto il territorio nazionale. Il coro lavora con costanza su progetti culturali e artistici, che caratterizzano, con uno studio rigoroso, l’attività e la proposta al pubblico: valorizzazione della tradizione del canto popolare locale, canti dell’Appennino parmense, elaborazione e canti di ispirazione popolare di Giacomo Monica, connotazione principale del gruppo legata alla valorizzazione del proprio territorio; programmi monografici sugli autori A.B. Michelangeli, Renato Dionisi e Bepi De Marzi; programma coro e orchestra, il Coro in dialogo con gli strumenti. Programma “La voce nella natura e nell’uomo”, le sculture sonore di Pinuccio Sciola interpretate dal Coro Montecastello; una nuova risorsa espressiva del suono-voce che nasce dal cuore della pietra; Proposta didattica per bambini: la coralità nella scuola e nei cori di voci bianche. Trascrizioni di alcuni canti dell’Appennino per Coro di voci bianche e accompagnamento di pianoforte di Giacomo Monica. Ha registrato due CD monografici: “Dindondela”, che contiene le elaborazioni corali di Giacomo Monica sui canti del nostro territorio e “La montagna incantata” con le armonizzazioni di A.B. Michelangeli proposte per coro misto.

Capito quello che volevamo fare: cantare le storie semplici e le atmosfere impalpabili delle melodie del mondo contadino, quelle uscite dalle stalle e dalle osterie, dare loro nuova vita e farle salire sul palcoscenico.

Importantissimo è stato il contributo, del maestro e armonizzatore Arturo Tosi, il nostro primo direttore che ha impostato le voci, insegnandoci i “trucchi del mestiere”, trasformando in pochi anni un gruppo di appassionati del canto, in cantori.

A Carlo Conti, primo presidente del sodalizio, va il merito di aver sostenuto e poi guidato il coro Montenero, aiutandolo a crescere e a costruire i legami con altri cori e musicisti.

Dagli anni ‘70 il coro cresce: altri amici si aggregano, si canta nei teatri dei paesi, arriviamo in città, arrivano gli applausi, il repertorio si arricchisce e le melodie di vallate si trasformano diventando canti a quattro voci. Incontriamo importanti musicisti che armonizzano i canti che portiamo nei teatri. Arriva un nuovo maestro, don Piero Zanrei, e soprattutto arrivano i giovani, anzi i giovanissimi, è il segno che stiamo scaldando i cuori, che non è più solo musica contadina.

Il nome del coro Montenero esce dalla provincia, arriva nelle città di tutta l’Italia del nord. Il maestro Zanrei pretende e ottiene dai suoi coristi una tecnica sempre maggiore e raffinata. Arrivano i successi, arrivano le vittorie e buoni piazzamenti nei concorsi canori dedicati al canto alpino, tradizionale e folcloristico.

Dal 2002, alla morte di Zanrei, la direzione del coro passa a Mario Azzali che, già studente, aveva cantato nelle file dei baritoni, continua la tradizione, continuano i successi.

“Eravamo una dozzina nell’osteria di Selva, negli anni più di cento coristi hanno cantato nel coro Montenero, sempre presenti alle prove, sempre pronti a imparare.

Nei nostri primi 50 anni abbiamo cantato in Grecia, in Brasile, in Ungheria, in Croazia; ogni anno organizziamo due rassegne: in autunno quella storica: “Venendo giù dai monti” e in primavera l’ultima nata “Ponte t’incanta”, che porta la musica corale “in mezzo alle persone”.