76 anni dopo, Modena rinnova il ricordo dell’eccidio delle Fonderie Riunite

Deposta una corona al cippo ai Caduti Ex Fonderie. Presente anche Gino Guerzoni, testimone oculare dell’eccidio. Le celebrazioni si concluderanno domenica 11 gennaio



“Questo ricordo è un atto di memoria ma soprattutto di giustizia verso il sacrificio di quei lavoratori che settantasei anni fa persero la vita ed è un monito che dobbiamo tenere sempre presente. Il diritto al lavoro e il diritto allo sciopero furono calpestati quella mattina del 9 gennaio 1950 ma, anche oggi, non sono ancora a pieno riconosciuti, con preoccupanti tendenze a metterli in discussione”.

Così il sindaco Massimo Mezzetti, a margine della commemorazione di questa mattina (9 gennaio), ha sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria dei fatti del 9 gennaio 1950 quando, in occasione di uno sciopero, la polizia aprì il fuoco sui manifestanti, uccidendo sei operai e ferendo oltre 200 lavoratori. “Al di là dei dati che vengono forniti dal Governo sull’occupazione – ha aggiunto Mezzetti -, in questo momento in Italia ci sono più di 12 milioni di persone inattive, ovvero che non studiano perché hanno abbandonato la scuola e hanno smesso di cercare lavoro perché dove vivono non ce n’è. E’ sempre bene fermarsi a riflettere su questo numero che ci dà l’Istat quando si parla di diritto al lavoro riconosciuto”.

Per ricordare Angelo Appiani, Renzo Bersani, Arturo Chiappelli, Ennio Garagnani, Arturo Malagoli e Roberto Rovatti, che persero la vita in quel 9 gennaio di 75 anni fa, il sindaco Massimo Mezzetti e i segretari di Cgil, Cisl e Uil – Alessandro De Nicola, Rosamaria Papaleo e Roberto Rinaldi – hanno deposto una corona di alloro presso il cippo ai Caduti Ex Fonderie. Presenti alla commemorazione anche alcuni parenti delle vittime e Gino Guerzoni, testimone oculare dell’eccidio.

Il programma per il 76° anniversario dell’eccidio, sviluppato dal Comitato per la storia e la memoria del Novecento del Comune di Modena, proseguirà sabato 10 gennaio alle ore 15, con il trekking urbano “9 gennaio 1950, un sentiero di storie. Dall’agricoltura alla fabbrica tra rivendicazioni e speranze”, con partenza dalla Pilastrata dell’ex podere Transilvania in Strada Albareto 130. Attraverso varie tappe, il percorso ripercorrerà le storie del quartiere Crocetta: dalle lotte agricole a quelle di fabbrica, dalla Resistenza ai tragici eventi del 9 gennaio 1950. Un viaggio tra luoghi, fatti e personaggi della storia modenese per mantenere viva la memoria con uno sguardo critico sul presente. L’iniziativa è a cura di Istituto Storico di Modena e Modena Sobborghi. Informazioni e prenotazioni: segreteria@istitutostorico.com.

Le celebrazioni si concluderanno domenica 11 gennaio alle ore 11 alla Palazzina Fonderie, in viale Ciro Menotti 258-306, con “Era un freddo mattino di un giorno d’inverno”, racconto-spettacolo di canzoni di lavoro e di lotta, voce e chitarra, a cura di Claudio Silingardi e Marco Dieci. Un racconto sulla fabbrica e le canzoni del lavoro, promosso dal Comitato per la storia e le memorie del Novecento del Comune di Modena e a cura dell’Istituto Storico di Modena.

Ad accompagnare le iniziative, fino al 12 gennaio, accanto al Cippo ai Caduti delle ex Fonderie Riunite, sarà visibile il manifesto “9 gennaio, oggi”, dedicato alla memoria delle madri delle sei vittime dell’eccidio. L’opera, realizzata a mano, rappresenta le madri in attesa accanto al corpo disteso della Giustizia, a ricordare che la giustizia non può esistere senza verità. Il manifesto è a cura di ARCI Modena e Collettivo FX.