Nella giornata di ieri, 8 gennaio, è stata data esecuzione all’ordinanza cautelare emessa dal Tribunale del Riesame di Bologna a seguito dell’appello proposto dalla Procura della Repubblica di Modena avverso l’ordinanza cautelare con la quale il locale Tribunale, in composizione monocratica, aveva convalidato l’arresto di un uomo di 52 anni eseguito dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Sassuolo, originario della provincia di Napoli, colto nella flagranza del delitto di truffa aggravata ai danni di persone anziane commessa nel territorio di Castelnuovo Rangone l’8 ottobre 2025.
L’arresto era avvenuto a seguito di una meticolosa ed attenta attività di controllo ed osservazione predisposta dai Carabinieri, sulla scorta di segnalazioni di alcuni residenti, circa la presenza di un’autovettura sospetta, risultata successivamente nella disponibilità dell’arrestato, utilizzata per la commissione di truffe mediante il noto modus operandi del “finto Carabiniere”, finalizzato ad ingenerare timore per l’incolumità di familiari ed a indurre le vittime – in questo caso una donna di 90 anni di Vignola ed un uomo di 78 anni di Spilamberto – alla consegna di denaro e monili in oro, in cambio di una millantata liberazione o persino per il pagamento immediato di immaginose spese processuali.
All’esito dell’arresto, l’indomani l’uomo, su disposizione del pubblico ministero, veniva presentato dinanzi al Giudice monocratico del locale Tribunale, per la convalida dell’arresto ed il giudizio direttissimo.
All’esito della convalida il Giudice applicava la misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza (in provincia di Napoli), con divieto di uscita notturna ed obbligo di presentazione alla locale Stazione dei Carabinieri, anziché la misura della custodia in carcere richiesta dal pubblico ministero ritenuta necessaria in ragione della gravità del fatto, dell’intensità del pericolo di reiterazione e dei numerosi precedenti specifici a carico dell’imputato.
Averso tale ordinanza, ritenuta non adeguata, la Procura di Modena proponeva appello ai sensi dell’art. 310 c.p.p. dinanzi al Tribunale del Riesame di Bologna che, all’esito della udienza camerale, con ordinanza emessa il 31 ottobre 2025, riformava il provvedimento del Giudice di prime cure disponendo l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere nei confronti dell’imputato.
L’ordinanza è divenuta esecutiva l’8 gennaio 2026 e pertanto, nella stessa giornata, è stata prontamente eseguita e notificata all’imputato presso la Casa Circondariale di Foggia dove lo stesso risultava essere stato successivamente ristretto per altra causa.
Si rammenta che l’imputato deve considerarsi non colpevole sino alla pronuncia di sentenza irrevocabile di condanna.

